Capita spesso di leggere notizie relative ad un allarme salmonella. Questi sono generalmente scatenati dalle Salmonelle enteritidis e tiphymurium, dette salmonelle minori o non tifoidee. Tali tipi di salmonellosi rappresentano il 50% delle infezioni gastrointestinali nei paesi industrializzati.
La salmonellosi si può manifestare però anche come febbre tifoide e paratifo. In questi casi si tratta di Salmonella typhi o paratyphi, che interessano esclusivamente l’uomo e possono essere mortali. Queste tipologie sono diffuse prevalentemente nei paesi più poveri, dove le condizioni igienico-sanitarie sono precarie.
Col termine salmonella si indica un gruppo di batteri a forma di bastoncelli e muniti di flagelli, che colonizzano l’intestino di uccelli, mammiferi e rettili. La trasmissione all’uomo avviene per via oro-fecale, quindi attraverso l’ingestione involontaria di alimenti contaminati dalle feci di animali infetti.
Più raramente le infezioni da salmonella possono avvenire per contatto diretto, ad esempio se è presente una ferita che viene a contatto con materiale infetto.
Come si prende la salmonella? Il serbatoio naturale delle salmonelle non tifoidee o minori è costituito, come detto, dall’intestino di mammiferi, uccelli e rettili. Il rischio di infezione, quindi, nasce da:
Vediamo allora quali sono i possibili cibi contaminati e le cause più frequenti di infezione.
Tra gli alimenti maggiormente a rischio per la presenza di questi batteri, possiamo citare:
La salmonella può essere contratta anche durante la gestione di animali domestici infetti. Un rischio non molto noto è infatti quello costituito dai rettili domestici, come le iguane o le tartarughe marine. Si stima che circa il 90% dei rettili domestici sia vettore della salmonella.
Qualora in casa siano presenti persone a rischio, come bambini o donne in gravidanza, dunque, è sconsigliato possedere questo tipo di animali. Qualora si avessero in casa, comunque, la raccomandazione più importante è quella di lavare sempre e bene le mani dopo averli toccati o dopo aver pulito il loro habitat (terrario o vasca che sia).
La salmonellosi si manifesta generalmente dopo 12-36 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato e dura dai 4 ai 7 giorni. I sintomi della salmonella più frequenti riguardano il sistema gastrointestinale e sono:
Questi sintomi rappresentano il modo che l’organismo ha per liberarsi del batterio, espellendolo all’esterno. A questi sintomi, generalmente, si accompagnano anche febbre, mal di testa e dolori articolari.
Per avviare una terapia, il primo step è rappresentato dalla diagnosi. Solitamente, per fare ciò è sufficiente effettuare un esame delle feci (coprocoltura). Assodata la presenza di infezione, vediamo come si cura la salmonella.
In caso di infezioni di salmonellosi che non presentano complicanze, nella maggior parte dei casi la cura si limita alla gestione dei sintomi. Per recuperare dall’infezione, il soggetto che ne è vittima deve:
In alcuni casi l’infezione può diffondersi al sangue, arrivando alle ossa, al cuore e alle meningi. I soggetti più a rischio sono quelli fragili, rappresentati da:
Nelle donne in gravidanza la salmonellosi può compromettere lo sviluppo del feto e causare aborto o parto prematuro.
Il rischio di contrarre la salmonellosi è maggiore in chi fa uso di alcuni farmaci. Tra questi rientrano i farmaci antiacido, i quali riducono la funzione barriera offerta dall’acido gastrico (che, se presente, distruggerebbe la salmonella). Questi batteri, infatti, muoiono a pH inferiori a 5.5.
Evitare la spiacevole esperienza di una gastroenterite da salmonella è possibile. Come? Seguendo poche e semplici regole nella preparazione e nella conservazione degli alimenti.
La contaminazione può avvenire anche dopo la cottura. Inoltre, può verificarsi non solo tramite il contatto diretto ma anche attraverso le mani, gli utensili da cucina e le superfici.
Lava mani, superfici ed utensili
Lava le mani prima di cucinare e dopo aver maneggiato un alimento crudo a rischio. Lava sempre le superfici e gli utensili, come ad esempio il tagliere e il coltello che hai utilizzato per tagliare il pollo.
Lava frutta e verdura
Lava sempre accuratamente la frutta e la verdura prima del consumo e tagliala con utensili puliti.
Utilizza solo latte pastorizzato
Utilizza solo latte pastorizzato e suoi derivati, evitando il latte crudo.
Cuoci bene gli alimenti a rischio
Cuoci bene gli alimenti a rischio, come carne, pesce, molluschi e uova. I batteri salmonella, per fortuna, sono sensibili alle alte temperature. Ma a quanti gradi muore la salmonella? La cottura con il raggiungimento di almeno 75°C all’interno dell’alimento ne determina la morte, rendendone sicuro il consumo.
Conserva correttamente gli alimenti
Conserva correttamente gli alimenti a rischio, disponendoli in frigo. La refrigerazione sotto i 5°C inibisce la replicazione della salmonella eventualmente presente. Per evitare il contatto tra cibo cotto e crudo, utilizza contenitori chiusi per le pietanze già pronte e fai piccole porzioni per favorire un rapido raffreddamento.
Fai attenzione alle uova
Le uova sono un alimento a cui prestare particolare attenzione, perché il loro guscio si contamina già al momento della deposizione. Non acquistare uova già refrigerate. Una volta prese dallo scaffale nei supermercati, conservale in frigo. Evita di conservarle aperte e a contatto con altri cibi. Dopo averle maneggiate, lava accuratamente le mani e le superfici con cui le uova sono venute a contatto.