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Lupus eritematoso sistemico: cos', sintomi e cura

I consigli di Semprefarmacia.it
Il LES una malattia da cui non si guarisce ma possibile tenerla sotto controllo con farmaci e alcuni accorgimenti nello stile di vita

 

Lupus eritematoso sistemico: cos'è

Il lupus eritematoso sistemico (LES), o semplicemente lupus, è una malattia autoimmune infiammatoria cronica del tessuto connettivo. Il tessuto connettivo è uno dei tessuti di cui sono composti i nostri organi.

Nel lupus, così come in tutte le malattie autoimmuni, il sistema immunitario attacca per errore l’organismo. Nel caso del lupus, questo attacco causa un’infiammazione che non è possibile guarire: per tale ragione, si definisce cronica. La reazione infiammatoria scatenata dal lupus interessa diversi organi e causa sintomi, come vedremo, molto vari.

Il lupus è comunque una malattia che può essere tenuta sotto controllo e con la quale è possibile convivere, soprattutto se si interviene tempestivamente, prima che i principali organi interessati vengano irrimediabilmente danneggiati.

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Le fasce più colpite

Per molti anni, il lupus eritematoso sistemico è stato considerato una malattia rara. Col progresso scientifico, tuttavia, i casi sono progressivamente aumentati. Oggi si stima che ne soffrano dalle 20 alle 70 persone ogni 100 mila. Solo in Europa, il LES colpisce circa 3 milioni di individui.

Il lupus interessa prevalentemente le donne in età fertile, ma riguarda anche gli uomini e può colpire anche i bambini.

Quali sono le cause del lupus

Quale sia il motivo per il quale il sistema immunitario attacca il sistema connettivo, non è ancora del tutto chiaro. Ciò che è chiaro, però, è che allo sviluppo del lupus eritematoso sistemico concorrono diversi fattori.

Predisposizione genetica

Le persone affette da lupus hanno una predisposizione genetica alla malattia. Questa non è data da un solo gene ma da una combinazione di caratteristiche genetiche. La familiarità aumenta il rischio di sviluppare la malattia, che però non è ereditaria.

La componente genetica non è però l’unica condizione necessaria allo sviluppo della malattia. La prova è data dal fatto che esistono casi di gemelli omozigoti, quindi con uguale corredo genetico, in cui solo uno ha sviluppato il lupus nel corso della vita.

Fattori ambientali

Diversi fattori di origine esterna possono scatenare il lupus. Tra queste i più comuni sono:

  • forti stress fisici o psicologici, come separazioni o lutti;
  • ferite e traumi;
  • infezioni sia virali che batteriche;
  • assunzione di alcuni farmaci;
  • esposizione al sole;
  • fumo.

Fattori ormonali

Anche se non è ancora stato individuato con certezza il ruolo degli estrogeni, è evidente che la malattia sia molto più frequente nelle donne in età fertile. A maggiore riprova del ruolo giocato dagli ormoni femminili, c’è la tendenza ad un riacutizzarsi della malattia durante la gravidanza.

Per tale ragione, c’è la netta convinzione che gli estrogeni siano coinvolti nel processo infiammatorio che caratterizza il lupus.

Lupus eritematoso sistemico: sintomi

Riconoscere i sintomi del LES non è semplice, in quanto questo può arrivare ad interessare molti organi. Anche se ogni paziente è diverso dall’altro, tuttavia, i sintomi del lupus all’inizio sono tendenzialmente comuni a tutti:

  • astenia;
  • febbre;
  • malessere generalizzato;
  • mancanza di appetito;
  • perdita di peso;
  • dolore alle articolazioni;
  • gonfiore, rigidità e dolori ai muscoli.

Anche le eruzioni cutanee sono frequenti e spesso scatenate dall’esposizione al sole. La più tipica è un eritema del viso, detto a farfalla, che colpisce fino al 60% dei pazienti. Lo stesso nome della malattia, lupus, deriva non a caso da una forma di eruzione del viso (più frequente in passato) che ricordava la ferita inferta dal morso di un lupo.

Il lupus può provocare anche altri sintomi, come ulcere della mucosa di bocca e naso e perdita dei capelli. Nelle fasi più avanzate della malattia, l’infiammazione può attaccare anche le cellule del sangue, il sistema nervoso e altri organi vitali (come il cuore, i reni e i polmoni). Le donne affette da lupus, inoltre, hanno un maggiore rischio di aborto spontaneo o parto prematuro.

Tutti questi sintomi si sviluppano nel tempo e possono scomparire in alcuni periodi per poi riacutizzarsi in altri, secondo un andamento che purtroppo non è prevedibile.

Le difficoltà della diagnosi

Come già detto, la diagnosi è tutt’altro che semplice. Oggi la diagnosi di lupus avviene con un ritardo medio di 6-10 mesi rispetto alla comparsa dei primi sintomi.

Lo specialista a cui rivolgersi, in caso di sintomi sospetti o di familiarità con la malattia, è il reumatologo. Questi, oltre ad osservare i sintomi, può avvalersi di esami specifici di laboratorio.

L’esame più comune nella diagnosi del LES è rappresentato dalla ricerca degli anticorpi antinuclei. Questi sono gli anticorpi che il sistema produce per attaccare le cellule del sistema connettivo e che sono presenti in quasi tutti i pazienti affetti da lupus. Nel caso venga rilevata la loro presenza, le indagini proseguono con la ricerca di altri anticorpi specifici.

Lupus eritematoso sistemico: cura

Il lupus eritematoso è una malattia dalla quale, purtroppo, non è possibile guarire. Tuttavia, per fortuna, i sintomi e la reazione autoimmune possono essere tenuti sotto controllo con i farmaci. Inoltre, conoscendo i fattori scatenanti, si può intervenire sui comportamenti per prevenire le riacutizzazioni. 

Farmaci

I principali farmaci per la cura del lupus sono:

  • antimalarici;
  • antinfiammatori;
  • cortisonici;
  • immunosoppressori;
  • anticorpi monoclonali.

Se si riesce a controllare la malattia, attualmente, è anche possibile pianificare e portare a termine una gravidanza. Questo, fino a qualche tempo fa, era assolutamente sconsigliato.

Ovviamente, l’utilizzo di farmaci comporta anche effetti collaterali. Per tale ragione, è indispensabile che la terapia sia prescritta e costantemente monitorata da uno specialista.

Stile di vita

I farmaci non rappresentano l’unico argine al lupus. Per limitare e tenere sotto controllo la patologia, è importante anche adottare alcuni accorgimenti durante il quotidiano. Ecco quindi alcuni consigli da seguire.

  1. Informati, chiedi il supporto di associazioni dedicate e, senza remore, rivolgiti anche ad uno psicologo se necessario.
  2. Recati con regolarità dal medico ed effettua periodicamente i controlli prescritti (tra cui quello della vitamina D).
  3. Pratica esercizio fisico regolare ma moderato.
  4. Evita assolutamente qualsiasi sforzo fisico eccessivo o surplus di lavoro, così come gli stress emotivi e psicologici.
  5. Segui una corretta alimentazione, ricca di frutta e verdura.
  6. Evita di fumare, bere l’alcol e assumere droghe
  7. Evita di esporti al sole. Se devi stare all’aria aperta, proteggiti con indumenti coprenti e creme con alto fattore di protezione solare.

Rendiamo visibile il lupus

Per i pazienti affetti da lupus, seguire questi consigli è di vitale importanza. Conoscerne l’utilità è fondamentale anche per le persone che sono vicine. Il supporto della famiglia, degli amici, dei colleghi nell’ambiente di lavoro, è prezioso tanto quanto i farmaci per i malati di lupus.

Questa malattia è spesso invisibile a chi non ne soffre, per cui rendere il lupus visibile ha proprio lo scopo di sensibilizzare e rendere più semplice la vita dei pazienti.

Come? Il collega di lavoro può evitare di sovraccaricare o richiedere sforzi eccessivi. Gli amici possono evitare di pretendere la vacanza al mare. Il partner deve essere consapevole della necessità di pianificare scrupolosamente una gravidanza.

Ogni anno, il 10 maggio, si celebra il World Lupus Day: la giornata mondiale per la lotta al lupus eritematosi sistemico. Questo evento rappresenta, tra le altre cose, l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica verso una patologia che troppo spesso è invisibile agli occhi di chi non ne soffre. “Rendiamo visibile il lupus” è il concetto più volte ribadito negli slogan e nei claim delle associazioni che, quotidianamente, sono al fianco dei pazienti affetti da LES.