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Nausea, perdite e stitichezza in gravidanza: i rimedi

I consigli di Semprefarmacia.it
Scopriamo insieme quali sono i sintomi che caratterizzano i primi 3 mesi di gravidanza e cosa fare per non lasciarsi sopraffare dall’ansia e la preoccupazione

 

I consigli della dottoressa Valentina

Il primo trimestre di gravidanza

L’inizio di una gravidanza è sempre un momento delicato, in cui corpo e mente di una donna devono adattarsi ad una nuova straordinaria condizione. Fare spazio ad un bimbo nel proprio grembo e nella propria vita è una vera e propria rivoluzione, sia a livello fisico che psicologico.

Dal punto di vista fisico, il corpo della futura mamma inizia ad essere modellato dall’azione degli ormoni (come beta-HCG e progesterone). È proprio l’azione di questi ormoni a determinare l’insorgenza di quelli che sono i sintomi caratteristici dei primi mesi di gravidanza.

Alcuni, come la sonnolenza, vengono percepiti come perfettamente normali. Altri, come nausea e stitichezza, risultano molto fastidiosi e qualche volta insopportabili. Altri ancora, come le perdite, generano invece sempre grande preoccupazione in tutte le future mamme. Non sempre, però, queste richiedono l’intervento del medico o indicano la presenza di un problema.

Primo trimestre gravidanza: i sintomi

Il primo trimestre di gravidanza va dal primo giorno dell’ultima mestruazione fino alla tredicesima settimana. La gravidanza prevede grandi cambiamenti nel corpo della mamma. Esternamente, nei primi 3 mesi, non si osservano particolari modifiche. Tuttavia, i principali sintomi avvertiti dalla futura mamma nel primo trimestre di gravidanza sono:

nausea gravidanza

  • nausea;
  • stitichezza;
  • perdite.

A questi se ne possono aggiungere altri, come:

  • sonnolenza;
  • maggiore tendenza ad affaticarsi;
  • capogiri;
  • alterazione della sensibilità.

Questi ultimi sintomi sono facilmente spiegati dall’effetto che gli ormoni della gravidanza hanno sul sistema cardiovascolare. Nel corpo della futura mamma si attua una diminuzione della pressione e un aumento del volume di sangue, con conseguente diminuzione della concentrazione di globuli rossi.

Nausea in gravidanza: cause e rimedi

Una gravidanza senza nausea rappresenta il sogno di qualsiasi futura mamma. La nausea in gravidanza è però da ritenersi una reazione fisica del tutto normale. Tuttavia questa può essere molto fastidiosa e, se impedisce alla mamma di nutrirsi adeguatamente, è assolutamente necessario intervenire.

Ma quali sono le cause di nausee e vomito in gravidanza? Oltre che dall’effetto degli ormoni, questa può dipendere o essere aumentata anche dall’ansia e dalla paura. Per tale ragione è importante non trascurare l’aspetto psicologico di questo momento delicato.

Molto spesso ci si trova a fare i conti con una nausea mattutina. Molte donne ne soffrono però anche in altri momenti del giorno e alcune volte per tutta la giornata. Per contrastare la nausea, che generalmente tende a scomparire all’inizio del secondo trimestre di gravidanza, è possibile ricorrere a diversi rimedi in forma di bustine effervescenti, gocce, spray o caramelle.

I principi attivi contenuti nei prodotti anti-nausea sono generalmente vitamine del gruppo B, zenzero, finocchio e menta.

È importante intervenire rapidamente anche sull’alimentazione, preferendo cibi leggeri e pasti non abbondanti e più frequenti. Se non è presente acidità, anche acqua e limone possono aiutare.

Un ulteriore sollievo può essere ottenuto con i bracciali per acupressione. Questi bracciali sono delle bande elastiche con un bottoncino, posizionati su un punto preciso (definito in agopuntura punto P6 Neiguan) che si trova tre dita sotto la piega del polso. La pressione costante in questo punto è in grado di alleviare diversi disturbi, tra i quali nausea e stati ansiosi.  

Cause e rimedi della stitichezza in gravidanza

Anche la stitichezza è una diretta conseguenza dell’effetto degli ormoni. In particolare, è il progesterone a rallentare il transito intestinale e a causare la stipsi nella donna in gravidanza.

stitichezza in gravidanza

A volte questo fenomeno viene anche provocato da un cambio repentino di alimentazione. Molte donne, negative per la toxoplasmosi, smettono improvvisamente di mangiare verdure crude e frutta. Questo improvviso cambio nello stile alimentare, porta ad una riduzione importante di fibre assorbite dall’organismo. Questa è una condizione da non trascurare, per evitare (oltre alla stipsi) anche il formarsi di ragadi ed emorroidi.

La risoluzione del problema della stitichezza in gravidanza è dunque da ricercare prevalentemente nell’alimentazione. Per tale ragione è consigliato bere almeno 2,5 litri di acqua al giorno e assumere molta fibra da verdura, anche cruda. Per evitare la toxoplasmosi, infatti, è sufficiente lavarla bene (anche lasciandola a bagno in soluzioni disinfettanti e poi risciacquandola accuratamente).

Se l’alimentazione non è sufficiente a contrastare la stitichezza in gravidanza, si può integrare l’apporto di fibre con integratori specifici a base di fibra di mais o di psillio. Inoltre si può ricorrere a microclismi a base di miele, che non irritano la mucosa intestinale.

Se il ginecologo lo ritiene necessario, infine, si può anche far ricorso a lassativi osmotici a base di lattulosio o macrogol che richiamano acqua nel lume intestinale e aumentano il volume delle feci. Assolutamente vietati invece tutti i lassativi ad azione irritativa.

Perdite di sangue in gravidanza: quando c’è da preoccuparsi

Le prime perdite di sangue in gravidanza che una donna sperimenta sono generalmente perdite da impianto. Queste si possono manifestare intorno al 28esimo giorno del ciclo, quando l’embrione si annida nell’endometrio uterino. Queste perdite non destano preoccupazione, anche perché spesso vengono scambiate per le perdite tipiche di inizio mestruazioni.

perdite rosa sulla carta igienica in gravidanza

Una volta instaurata la gravidanza, tuttavia, anche una piccola perdita può rappresentare un evento che spaventa moltissimo le future mamme. La cosa più importante da fare è sempre chiedere al proprio medico un parere su ciò che sta accadendo. Senza voler assolutamente sostituire questo imprescindibile intervento, però, è possibile distinguere i diversi tipi di perdite in base al colore:

  • perdite bianche o trasparenti;
  • perdite gialle o verdastre;
  • perdite rosa i marroni;
  • perdite rosse.

Perdite bianche inizio gravidanza

Le perdite bianche di inizio gravidanza (che possono essere anche trasparenti) sono da considerarsi assolutamente normali. Questo fenomeno prende il nome di leucorrea gravidica fisiologica. L’aumento delle secrezioni da parte della mucosa, infatti, è indotto da progesterone ed estrogeni. Questo meccanismo ha la funzione di allontanare dal collo dell’utero i microrganismi nocivi, rappresentano così una sorta di efficientissimo sistema di pulizia.

Il rimedio, in questo caso, è semplicemente di cambiare frequentemente gli slip. Quest’ultimi devono essere di materiale naturale e traspirante, per evitare il proliferare di microrganismi. Sconsigliati invece i salva-slip.

Perdite gialle inizio gravidanza

Perdite di colore giallo (o verde), che hanno una consistenza granulosa associata a cattivo odore, richiedono il tempestivo intervento del medico. Possono essere infatti spia di un’infezione, che il ginecologo diagnosticherà con l’aiuto di un tampone, per poi prescrivere la terapia più adatta.

Perdite rosa in gravidanza

Capita spesso, alle donne in attesa, di spaventarsi per la comparsa di perdite rosa sulla carta igienica in gravidanza. Tuttavia, questo tipo di perdite ematiche rosa non destano particolare minaccia. Esse sono significative di piccole quantità di sangue, che normalmente non indicano eventi negativi. Le perdite rosa si verificano infatti quando questa piccola quantità di sangue si mescola con la secrezione vaginale, per essere escreta rapidamente.

Perdite marroni in gravidanza

Le perdite marroni in gravidanza hanno stessa origine e spiegazione di quelle rosa. A differenza di quest’ultime, però, le macchie marroni indicano che il sangue ha ristagnato per un po’ di tempo in vagina andando incontro a fenomeni ossidativi. Ciò ne determina il cambiamento di colore, che tende appunto al marrone.

Queste perdite di piccola entità, sia rosa che marroni, possono essere dovute alla rottura di un capillare (anche in seguito ad un rapporto sessuale o ad una visita). Non c’è dunque da allarmarsi, anche se comunicare l’accaduto al proprio medico rappresenta sempre la scelta ideale.

Perdite rosse in gravidanza

Perdite di sangue di colore rosso vivo, anche associate a dolori addominali pungenti o simili a crampi, possono indicare una minaccia di aborto o un aborto spontaneo. In questo caso bisogna immediatamente rivolgersi al medico o al pronto soccorso. Le indagini mediche porteranno a distinguere i due eventi.

Nella minaccia d’aborto si ha la perdita di sangue, anche accompagnata da dolore, ma il feto è vitale e la gravidanza può continuare con i dovuti accorgimenti e terapie del caso (come riposo ed iniezioni di progesterone).

Nell’aborto spontaneo, invece, il feto non è vitale. Questo evento avviene in circa il 15% delle gravidanze e spesso rappresenta un meccanismo di selezione naturale, che prevede l’eliminazione del prodotto del concepimento quando questo presenta anomalie incompatibili con la vita. Altre volte l’aborto spontaneo è determinato da patologie preesistenti della mamma.

L’intervento del medico consisterà nel valutare se l’aborto è stato completo oppure è necessaria una revisione della cavità uterina, per poi effettuare ulteriori indagini e determinare se è presente una patologia alla base dell’evento ed evitare che si ripeta.