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Cosa sono le emorroidi: cause, sintomi e rimedi

I consigli di Semprefarmacia.it
Cattive abitudini e stili di vita non sani possono incidere anche sulle emorroidi: scopriamo i quattro gradi di gravitÓ e quando Ŕ necessario ricorrere alla chirurgia

 

I consigli della dottoressa Valentina

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Cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono piccole formazioni, situate nel canale anale, formate da un tessuto spugnoso e ricco di vasi sanguigni. La loro struttura ricorda dei cuscinetti dal colore violaceo, dato dal sangue che scorre al loro interno. Il termine emorroidi deriva dal greco e significa, infatti, sangue che scorre.

Le emorroidi si distinguono in:

  • emorroidi interne, collocate internamente rispetto all’ano;
  • emorroidi esterne, localizzate esternamente intorno all’ano.

In condizioni normali, nemmeno ci accorgiamo della loro esistenza. I problemi iniziano quando queste si infiammano, con conseguenze davvero dolorose. Quando si innesca questo processo, si parla di malattia emorroidaria (o patologia emorroidaria). Secondo alcune indagini, circa il 50% della popolazione ha sofferto, soffre o soffrirà di tale problema nel corso della propria vita.

A cosa servono le emorroidi

Questi cuscinetti hanno un ruolo importantissimo. Gonfiandosi e sgonfiandosi grazie all’afflusso e al deflusso di sangue, regolano il contenimento e la fuoriuscita del contenuto del retto. Grazie a tale meccanismo, svolgono anche la funzione di discriminare la fuoriuscita individuando se si tratta solo di aria o di feci.

Gradi di gravità delle emorroidi

emorroidi

Le emorroidi sono classificate in una scala che va dal I a IV grado, a seconda della gravità e della collocazione.

I grado – Si verifica un ingrossamento di una o più emorroidi, che però restano interne e non visibili. Questo primo grado può causare emorroidi sanguinanti durante la defecazione, mentre il dolore è assente.

II grado – Si assiste ad un prolasso delle emorroidi, scaturito in seguito ad uno sforzo (defecazione, parto). Al termine della contrazione, le emorroidi tendono a rientrare in maniera spontanea. In questo secondo grado, la fuoriuscita di sangue può essere accompagnata anche da forte prurito.

III grado – Il prolasso emorroidi è spontaneo e non legato ad una contrazione da sforzo. L’emorroide esterna gonfia, può essere riposizionata all’interno con un intervento manuale. In questo terzo grado, alla perdita ematica e al prurito si può aggiungere anche una involontaria fuoriuscita di feci.

IV grado – Le emorroidi prolassate irrimediabilmente, non sono più riposizionabili all’interno con un intervento manuale. Il quarto grado risulta davvero molto doloroso per chi ne soffre, che accusa oltretutto prurito e incontinenza di feci. In questi casi si rende necessario il ricorso alla chirurgia.

Emorroidi trombizzate

Le emorroidi trombizzate rappresentano una delle complicazioni più ricorrenti della malattia emorroidaria e può interessare sia le emorroidi esterne (con maggiore probabilità) che le emorroidi interne (più raramente). Tale complicanza è data dalla formazione di un trombo (o coagulo di sangue) all’interno dell’emorroide, provocando un dolore molto acuto in chi ne è colpito.

In alcuni casi, il trombo tende a riassorbirsi nell’arco di qualche giorno lasciando soltanto parte di tessuto irritato in eccesso. Nei casi più gravi, invece, la forte pressione esercitata dal coagulo riesce a perforare il tessuto e si verifica un abbondante perdita di sangue dal colore rosso vivo.

Emorroidi: sintomi

I sintomi delle emorroidi possono essere molteplici e sono di entità differente a seconda della gravità del problema. Più alto è il grado della malattia emorroidaria, maggiori e più intensi sono i sintomi avvertiti. In linea generali, i principali sintomi delle emorroidi sono:

  • gonfiore e sensazione di pesantezza nella zona anale;
  • prurito;
  • bruciore;
  • dolore;
  • sanguinamento;
  • fuoriuscita incontrollata di feci.

In caso di sanguinamento dal colore scuro, è bene approfondire per verificare l’eventuale presenza di patologie ben più gravi come ad esempio il tumore al colon.

Emorroidi: cause e fattori di rischio

Sono molteplici le cause e gli elementi che possono contribuire ad accrescere il rischio di infiammazione delle emorroidi. Molte di queste sono riconducibili a stili di vita e abitudini non sane, che si riflettono sullo stato di salute non solo delle emorroidi ma di tutto il sistema gastro-intestinale.

emorroidi

Stili di vita

Uno stile di vita non sano può avere ripercussione molteplici, che riguardano anche le emorroidi. Per stile di vita non sano si intende un’alimentazione non varia, povera di fibre, troppo ricca di alimenti irritanti (alcolici, insaccati, spezie piccanti) e con uno scarso apporto di acqua.

Da ciò ne possono conseguire una serie di disturbi come la stitichezza, che provoca un maggiore sforzo durante la defecazione. Ciò porta ad una maggiore pressione esercitata sulle emorroidi, con rischio accresciuto di infiammazione.

Anche la sedentarietà gioca un ruolo importante. Trascorrere troppo tempo seduti, infatti, comporta un ristagno del sangue che provoca un dilatamento emorroidale. È vero anche il contrario, ovvero che troppe ore in piedi possono essere causa di prolasso.

Cattive abitudini

Una delle abitudini più sbagliate è quella di trascorrere troppo tempo seduti sul wc. In tal modo, infatti, si favorisce il prolasso emorroidale.
Altra abitudine da modificare è quella di trattenere la defecazione. Questo causa un indurimento delle feci, che saranno più dolorose da espellere.

Particolari tipi di sport

Anche alcuni specifici sport possono causare sollecitazioni eccessive alle emorroidi, portando all’infiammazione. Tra questi, ovviamente, quelli che richiedono di restare tanto tempo seduti come ad esempio l’automobilismo, il motociclismo, il ciclismo e l’equitazione. Le ripetute sollecitazioni, infatti, comportano un indebolimento dei tessuti emorroidali, esposti così maggiormente a possibili lesioni.

Variazioni ormonali

Tendenzialmente, le donne sono maggiormente a rischio di malattia emorroidaria. Ciò è dovuto al fatto che questa può essere provocata anche da variazioni ormonali che si possono verificare in specifici momenti come la gravidanza, il ciclo mestruale, durante l’ovulazione o la menopausa.

Altre cause

Familiarità e predisposizione individuale rappresentano altrettante possibili cause di problemi alle emorroidi. Avere un familiare interessato dal problema delle emorroidi, può aumentare il rischio di soffrirne. Allo stesso modo, alcuni individui sono maggiormente predisposti alla malattia emorroidaria in quanto particolarmente sensibili ad una delle cause e fattori di rischio sopra descritti.

Emorroidi: rimedi

Ma come curare le emorroidi? In alcuni casi, come visto, il problema è risolvibile in maniera molto semplice utilizzando ad esempio un gel, una crema o una pomata emorroidi specifici. Nelle fasi più acute, si può fare ricorso ad antinfiammatori per emorroidi.

Per evitare le recidive, oltre a mettere in atto i comportamenti corretti in base a quanto prima descritto, è invece possibile far ricorso ad integratori che vadano ad intervenire sui possibili fattori di rischio. Nei casi estremi, IV grado di malattia emorroidaria o trombi, il ricorso alla chirurgica rappresenta invece l’unica strada da seguire per risolvere il problema delle emorroidi.

Gel, pomata e crema per emorroidi

I farmaci locali per la cura delle emorroidi generalmente sono a base di cortisonici (per ridurre l’infiammazione) e anestetici (per lenire il dolore). È possibile scegliere tra un’ampia gamma di prodotti, dalla crema rettale alla pomata per emorroidi, fino ad arrivare a gel e unguenti.

L’impiego di cortisonici è però controindicato in caso di sanguinamento, in quanto tende a ritardare la cicatrizzazione. In questi casi si può optare per farmaci che non contengano cortisonico, come Preparazione H emorroidi (con lievito di birra), che favorisce l’ossigenazione e la guarigione.

È possibile ricorrere anche a rimedi naturali, con pomate, creme e gel a base di piante come:

  • l’aloe, ad azione antinfiammatoria e cicatrizzante;
  • il rusco e il cipresso, ad azione vasoprotettrice;
  • l’elicriso, ad azione antinfiammatoria;
  • l’iperico, ad azione emolliente e cicatrizzante.


Proctosedyl Crema rettale Trattamento sintomatico emorroidi e prurito anale, 20g


Preparazione H 1,08% Unguento trattamento delle emorroidi, 25g


Aboca NeoFitoroid - BioPomata per Disturbi Emorroidali, 40ml


Fitobios Lievoroid Pomata con cannula endorettale avvitabile, 30ml


Aquilea Emox Pomata dispositivo medico trattamento emorroidi ragadi anali, 30ml

Farmaci per emorroidi ad uso orale e integratori

Per favorire la guarigione ed evitare le recidive, è utile integrare dall’interno con l’impiego di farmaci o integratori ad azione vasoprotettrice. L’obiettivo è favorire la guarigione dei vasi sanguigni che formano le emorroidi e prevenire il problema. A tal fine, è molto efficace l’impiego dei flavonoidi, come frazione pura.

Anche integratori per il benessere del microcircolo possono essere utilizzati per migliorare la circolazione a livello delle emorroidi. Il consiglio è di scegliere prodotti che contengano estratti di piante come:

  • centella;
  • ippocastano;
  • rusco;
  • elicriso;
  • vite rossa.


Daflon 500mg Insufficienza venosa e fragilità capillare, 30 compresse rivestite


Arvenum 500mg Insufficienza venosa e fragilità capillare, 60 compresse rivestite


Aquilea Emox Integratore Alimentare per la Circolazione, 30 Compresse


Aboca NeoFitoroid - Opercoli Integratore per Disturbi Emorroidali, 50 Opercoli


Fitobios Lievoroid Integratore alimentare, 20 compresse

Lassativi

Per evitare sforzi eccessivi durante la defecazione, che possono peggiorare la situazione, può risultare utile l’impiego di lassativi. Assolutamente vietati però quelli ad effetto irritativo, mentre è concesso l’uso di quelli di volume (ovvero che richiamano acqua, ammorbidendo le feci). Da evitare anche l’uso di supposte di glicerina, che possono irritare. È preferibile, invece, optare per microclismi a base di miele.



Pharmaidea Isypan Stitichezza Macrogol 4000 Intestino pigro, 20 bustine


Aboca Melilax Adulti Dispositivo medico Microclisma con Promelaxin, 6 pezzi

No agli impacchi di ghiaccio

Assolutamente da evitare gli impacchi di ghiaccio. Questo rimedio, che viene suggerito istintivamente dal bruciore e dal potere anestetico del freddo, può peggiorare di molto la situazione. Il freddo aumenta infatti il tono dello sfintere anale e delle pareti dei vasi sanguigni, determinando un aumento della pressione. Anche per l’igiene intima, meglio evitare l’acqua troppo fredda o troppo calda e scegliere detergenti delicati, lenitivi e desensibilizzanti.

Intervento emorroidi: quando ricorrere alla chirurgia

Quando le emorroidi sono prolassate e non si riesce a risolvere diversamente, è necessario ricorre all’intervento chirurgico. Mentre l’operazione in passato richiedeva un post operatorio molto lungo e doloroso, oggi le nuove tecniche permettono di tornare ad una vita normale già dopo qualche giorno.

Legatura elastica delle emorroidi

Una delle tecniche chirurgiche più utilizzate è rappresentata dalla legatura elastica delle emorroidi. Tale operazione si effettua applicando un elastico al nodulo emorroidario che, a causa della necrosi che ne scaturisce, tenderà a cadere dopo qualche giorno lasciando solo un esito cicatriziale. Tale intervento non richiede particolare preparazione per il paziente e ha tempi di guarigione rapidi.

La cosa migliore però è cercare di non arrivare a questo punto, intervenendo già ai primi campanelli di allarme e mettendo in atto le contromisure viste fino ad ora.

Dieta per emorroidi: cibi da evitare

Come già accennato in precedenza, anche le abitudini alimentari possono giocare un ruolo importante. Gli eccessi possono portare a conseguenze come stipsi o anche diarrea, che possono causare l’infiammazione delle emorroidi. Il primo consiglio è quello di bere molta acqua. In tal modo, si contribuisce ad ammorbidire le feci ed avere così un’evacuazione comoda e non dolorosa.

Il consiglio è di introdurre nella propria dieta alimenti favorevoli come:

  • frutta e verdura in abbondanza;
  • cereali integrali;
  • yogurt e kefir.

Da evitare invece, soprattutto nelle fasi acute del problema, i cibi potenzialmente irritanti:

  • spezie piccanti;
  • insaccati;
  • formaggi stagionati;
  • crostacei;
  • cioccolato;
  • tè e caffè;
  • alcolici e superalcolici.

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