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Azotemia alta: quando preoccuparsi e come intervenire

Dalle cause ai rimedi: i consigli per gestire l'eccesso di scorie azotate nel sangue

L’azotemia è uno degli esami del sangue più comuni, spesso eseguito di routine per valutare lo stato di salute generale. Nonostante la sua semplicità, il risultato fornisce informazioni di vitale importanza sulla funzionalità dei reni, i principali organi responsabili della sua eliminazione. In questo articolo scopriamo insieme cos’è l’azotemia, a cosa servono i suoi valori, cosa indica un livello alto e, soprattutto, quali sono i passi da compiere per gestirla e quando è il caso di preoccuparsi.

Azotemia: cos’è

L’azotemia indica la concentrazione di azoto non proteico nel sangue. Questo valore deriva principalmente dall’urea, una molecola che rappresenta il prodotto di scarto finale del metabolismo delle proteine. Quando le proteine vengono metabolizzate, l’organismo produce ione ammonio. Questa una sostanza, tossica, viene rapidamente trasformata in urea dal fegato.

L’urea viene quindi rilasciata nel sangue e, successivamente, eliminata dai reni attraverso le urine. Per questo motivo, un accumulo di urea nel sangue (azotemia alta) è un importante campanello d’allarme che può indicare una difficoltà dei reni a svolgere correttamente la loro funzione di filtraggio.

Curiosità: il nome urea deriva proprio dal fatto che questa molecola è stata isolata per la prima volta dalle urine.

Azotemia e creatinina: le differenze

Per ottenere un quadro più completo e affidabile della funzionalità renale, l’azotemia viene quasi sempre valutata insieme a un altro parametro fondamentale: la creatininemia, ovvero la concentrazione di creatinina nel sangue.

La creatinina è una sostanza di scarto prodotta nei muscoli durante la loro normale attività e, come l'azotemia, viene eliminata dai reni attraverso le urine. Anche un suo accumulo nel sangue può indicare problemi renali.

La differenza principale tra i due parametri sta nella loro stabilità:

  • l’azotemia può essere influenzata da fattori esterni ai reni, come una dieta ad alto contenuto proteico o uno stato di disidratazione, che ne alterano rapidamente i valori;
  • la creatinina, invece, è un indicatore più stabile e specifico, poiché la sua produzione dipende quasi esclusivamente dalla massa muscolare della persona, non subendo le stesse variazioni legate alla dieta o all'idratazione.

È proprio per questa loro peculiarità che i due parametri vengono analizzati insieme. Il loro rapporto e i singoli valori permettono al medico di diagnosticare in modo più preciso l'origine di un'eventuale alterazione e di avere un quadro più completo e affidabile della salute renale del paziente.

Azotemia: valori normali

I valori di azotemia nel sangue possono variare leggermente in base a fattori come l'età, il sesso e, persino, da un laboratorio all'altro. Per questo motivo, è fondamentale fare sempre riferimento ai parametri indicati sul referto delle tue analisi.

L'azotemia viene generalmente espressa in milligrammi per decilitro (mg/dL). È importante sapere che alcuni laboratori possono misurare la concentrazione di urea nel plasma, mentre altri si riferiscono solo all'azoto presente nell'urea. In questi casi, il valore viene indicato con la sigla BUN (Blood Urea Nitrogen). In questo secondo caso, i valori di riferimento sono circa la metà.

Per una persona adulta sana, il range di normalità è tipicamente il seguente:

  • da 17 a 43 mg/dL per la concentrazione di urea nel plasma;
  • da 10 a 21 mg/dL per il BUN (Blood Urea Nitrogen).

Mantenere i valori di azotemia all'interno di questo range è un indicatore cruciale di una buona funzionalità renale e di un metabolismo proteico bilanciato.

Azotemia alta: cosa significa

Come abbiamo visto, un valore di azotemia superiore alla norma indica che il corpo non sta riuscendo a eliminare correttamente i prodotti di scarto delle proteine, che si stanno quindi accumulando nel sangue. Questa condizione, nota anche come iperazotemia, non è una malattia di per sé ma è un importante campanello d’allarme.

Un'azotemia alta segnala che qualcosa nel nostro organismo non funziona correttamente. Spesso la causa è legata a una ridotta funzionalità dei reni, ma non sempre. Diversi fattori possono influenzare questi valori, rendendo fondamentale per il medico indagare a fondo la causa sottostante per poter stabilire la giusta terapia e ripristinare l'equilibrio.

Azotemia alta: quando preoccuparsi

Un valore di azotemia superiore alla norma, specie se lieve e transitorio, deve sicuramente destare attenzione ma non è sempre un segnale di una patologia grave o indicativo di un problema renale. L'azotemia, come visto, a differenza della creatinina, può essere influenzata da fattori esterni.

È il medico, valutando il quadro clinico generale e i risultati di altri parametri, a stabilire l'effettiva gravità della situazione.

Tuttavia, esistono segnali che rendono l'azotemia alta un motivo di maggiore preoccupazione e richiedono un'indagine più approfondita:

  • un aumento significativo dell'azotemia, oltre i valori normali di riferimento;
  • la presenza di sintomi associati (che vedremo a breve);
  • presenza di patologie preesistenti, quali problemi renali, circolatori, scompenso cardiaco o diabete.

Azotemia alta: sintomi

Purtroppo, non ci sono sintomi evidenti che rivelino l'azotemia alta nelle sue fasi iniziali. Quando i valori si mantengono elevati nel tempo o raggiungono livelli significativi, possono manifestarsi dei segnali che indicano un accumulo di tossine nel sangue, una condizione nota come sindrome uremica.

I sintomi possono includere:

  • sensazione persistente di stanchezza e affaticamento, anche a riposo;
  • nausea, vomito e perdita di appetito, causati dall’accumulo dei prodotti di scarto non espulsi con le urine;
  • gonfiore (edema) causato da una ritenzione dei liquidi, che si manifesta soprattutto nella zona di caviglie, piedi e gambe, rendendoli gonfi e pesanti;
  • fastidioso e persistente prurito cutaneo, spesso inspiegabile;
  • confusione mentale e difficoltà di concentrazione, causate dall'accumulo di tossine;
  • crampi muscolari, spasmi involontari e formicolii, dovuti agli squilibri elettrolitici;
  • ridotta produzione di urina (oliguria), che potrebbe segnalare un'avanzata compromissione renale;

Nei casi più gravi, l'azotemia alta può evolvere in danni seri al sistema cardiovascolare e neurologico. In questi casi, può arrivare a compromettere la funzione cerebrale, cardiaca e di altri organi vitali.

Azotemia alta: cause

Come anticipato, un valore alto di azotemia non è sempre causato da un danno renale. Sebbene i reni siano i principali responsabili della sua eliminazione, le cause che possono portare a un suo accumulo nel sangue sono diverse. Vediamo insieme quali sono le principali.

Ridotta funzionalità renale

Questa è la causa più comune e diretta. Quando i reni non funzionano correttamente a causa di patologie come l'insufficienza renale (acuta o cronica), non riescono a filtrare l'urea in modo efficiente. Questo causa un suo accumulo nel sangue.

Disidratazione

La disidratazione, causata da un ridotto apporto di liquidi, vomito, diarrea o un'eccessiva sudorazione, porta a una diminuzione del volume sanguigno. Questo riduce il flusso di sangue ai reni che, di conseguenza, non riescono a filtrare e a eliminare i prodotti di scarto con la stessa efficienza.

Dieta ad alto contenuto proteico

Un eccesso di proteine nell'alimentazione (ad esempio, a causa di diete iperproteiche o un elevato consumo di carne e latticini) aumenta in modo inevitabile la produzione di urea, che i reni potrebbero non riuscire a smaltire completamente.

Farmaci

Alcuni farmaci possono influenzare la funzione renale e portare a un aumento dell'azotemia. Tra questi ci sono i diuretici, gli antibiotici, i chemioterapici e anche i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l'ibuprofene (soprattutto se assunti per periodi prolungati o ad alti dosaggi).

Scompenso cardiaco

In caso di insufficienza cardiaca, il cuore non riesce a pompare sangue in modo efficiente. Questo si traduce in una ridotta perfusione dei reni che, ricevendo meno sangue, non sono in grado di svolgere appieno la loro funzione di filtro, con conseguente accumulo di azotemia.

Sanguinamento gastrointestinale ed emorragie

Un'emorragia interna, specialmente nel tratto gastrointestinale, comporta la digestione del sangue. Le proteine del sangue digerito aumentano significativamente la produzione di urea, che può sovraccaricare la capacità di smaltimento dei reni.

Febbre elevata e stati catabolici

La febbre e altre condizioni che aumentano il metabolismo corporeo (stati catabolici), comportano un aumento della degradazione delle proteine e, di conseguenza, della produzione di urea.

Come abbassare l’azotemia

La terapia per abbassare i livelli di azotemia si avvale di strategie diverse che dipendono strettamente dalla causa sottostante. Non esiste un'unica soluzione valida per tutti e ogni approccio deve essere stabilito e monitorato da un medico.

Il primo e più importante passo è rappresentato dalla necessità di indentificare e trattare la causa. Se l'azotemia alta è dovuta a disidratazione, la soluzione sarà una corretta reidratazione. Se la causa è un'insufficienza renale, il trattamento si concentrerà sulla gestione di tale patologia. Un medico valuterà la situazione clinica per individuare l'origine del problema.

La gestione dell'azotemia passa però anche attraverso accorgimenti quotidiani alla dieta e allo stile di vita. A seconda della causa, un medico o un dietologo potrebbero consigliare di ridurre l'apporto di proteine, soprattutto quelle animali, per diminuire la produzione di urea. È inoltre fondamentale mantenere una corretta idratazione, bevendo acqua regolarmente durante il giorno, a meno che non ci siano indicazioni mediche contrarie.

Farmaci per abbassare l’azotemia

Nei casi in cui l’azotemia alta è considerata clinicamente significativa, il medico può optare per un trattamento farmacologico mirato. La terapia non è mai standard, ma viene scelta in base alla causa sottostante che ha portato all'accumulo di scorie nel sangue.

Per favorire l'eliminazione dell'azoto e ripristinare la normale funzionalità corporea, è possibile far ricorso ad una serie di rimedi farmacologici:

  • medicinali per favorire l’escrezione attraverso l’urina (come i diuretici) o per controllare la pressione sanguigna;
  • somministrazione endovenosa di fluidi, da effettuare in ambiente clinico;
  • stent e cateteri, a cui far ricorso per facilitare la minzione quando le vie urinarie risultano ostruite;
  • dialisi, quando la situazione è davvero grave e i reni risultano gravemente compromessi al punto di non riuscire più a eliminare le scorie.

È fondamentale sottolineare che l'azotemia alta non deve mai essere gestita con l'auto-medicazione. Solo un medico può interpretare correttamente i risultati delle analisi e prescrivere la terapia più sicura ed efficace. L'uso improprio di farmaci, infatti, può peggiorare ulteriormente la situazione e compromettere la salute dei reni.

Azotemia alta: cosa mangiare

Un'attenta gestione della dieta è cruciale per controllare i livelli di azotemia. Se l'aumento è di lieve entità, è utile adottare abitudini alimentari mirate, sempre sotto la supervisione di un medico o di un nutrizionista.

Ridurre l'apporto proteico 

Le proteine sono la fonte principale di scorie azotate. Per questo, può essere consigliato moderarne il consumo, specialmente quelle ad alto residuo azotato come le carni rosse e i latticini. È preferibile optare per fonti proteiche di alta qualità ma in quantità moderate (pesce, uova e carni bianche).

Idratarsi in maniera corretta

Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione medica) è fondamentale per favorire la filtrazione renale e l'eliminazione dell'urea attraverso le urine. Mantenere il corpo ben idratato aiuta i reni a lavorare in modo più efficiente.

Prediligere frutta e verdura fresche

Questi alimenti, oltre a essere ricchi di vitamine e minerali essenziali, sono a basso contenuto proteico e contribuiscono all'apporto di liquidi. Inoltre, verdure come cavolo, broccoli, cavolfiore e frutta come mele e pere, hanno un'azione diuretica naturale che supporta ulteriormente il lavoro dei reni.

Limitare sale e cibi processati 

Un eccesso di sodio può influire negativamente sulla pressione e sulla funzione renale. Ridurre il consumo di sale e cibi pronti, snack salati e insaccati, aiuta a mantenere i reni in salute e a prevenire la ritenzione idrica.

Tisane per abbassare azotemia

Per supportare il lavoro dei reni, può essere d'aiuto ricorrere ad alcune tisane. Queste, oltre ad aumentare l'apporto di liquidi, hanno proprietà diuretiche e depurative. Le tisane favoriscono l'eliminazione dell'acqua in eccesso e delle scorie, inclusa l'urea, attraverso le vie urinarie.

Tra le piante più utilizzate per questo scopo, troviamo:

  • Tarassaco, le cui radici e foglie sono note per le spiccate proprietà diuretiche e depurative, che supportano la funzionalità epatica e renale;
  • Betulla, le cui foglie sono un diuretico naturale che aiuta a promuovere la produzione di urina e l'eliminazione dei liquidi in eccesso;
  • Ortica, ricca di minerali e con azione diuretica, è impiegata per favorire il drenaggio dei liquidi e supportare la salute del tratto urinario;
  • Equiseto, spesso utilizzato per la sua azione diuretica e remineralizzante, aiuta a combattere la ritenzione idrica e a favorire la diuresi.

È fondamentale sottolineare che le tisane sono un supporto e non un sostituto delle terapie mediche. In caso di valori di azotemia alterati o di patologie renali, l'utilizzo di queste erbe deve essere sempre concordato con il medico. Anche un'eccessiva diuresi o un'interazione con altri farmaci, infatti, potrebbe peggiorare la situazione.

Azotemia bassa: una condizione poco comune

La situazione opposta, ovvero un valore di azotemia troppo basso, è una condizione molto meno frequente. Oltretutto, nella maggior parte dei casi non deve destare preoccupazione. I reni, infatti, sono così efficienti nell'eliminare i prodotti di scarto che un valore ridotto può semplicemente indicare una produzione di urea inferiore al normale.

Le cause di azotemia bassa sono rare e possono includere:

  • una dieta estremamente povera di proteine, che riduce la quantità di urea prodotta dal metabolismo;
  • gravi patologie epatiche, poiché il fegato non riesce a convertire l'ammonio in urea;
  • un'eccessiva assunzione di liquidi (iperidratazione), che diluisce la concentrazione di urea nel sangue.

In un contesto generale, l'azotemia bassa non è un segnale di allarme. Tuttavia, può essere un indizio che il medico valuterà insieme ad altri parametri per avere un quadro completo della salute del paziente.

FAQ: domane frequenti sull’azotemia alta

Cosa fare se l'azotemia è alta ma la creatinina è normale?

Un'azotemia alta con creatinina normale suggerisce una causa non renale, come la disidratazione o una dieta ad alto contenuto proteico. In questo caso, il problema risiede spesso in un'eccessiva produzione o in una ridotta perfusione renale, ma non in un danno ai reni. È comunque fondamentale consultare un medico per una diagnosi precisa.

L'azotemia alta è sempre sintomo di problemi ai reni?

No, non sempre. Sebbene sia un indicatore cruciale della funzione renale, l'azotemia può aumentare anche a causa di fattori esterni come la disidratazione, una dieta iperproteica o l'uso di alcuni farmaci. È il medico che, valutando il contesto clinico, può determinarne la causa esatta.

Bere molta acqua abbassa l'azotemia?

Sì, se l'azotemia alta è causata da disidratazione, bere una quantità adeguata di acqua può aiutare a ripristinare il volume sanguigno e a migliorare il filtraggio renale, abbassando i valori. Tuttavia, è bene consultare il medico, specialmente se si sospettano problemi ai reni, per evitare un sovraccarico di liquidi.

L'azotemia si abbassa con la dieta?

Sì. Una dieta che limiti l'apporto di proteine, specialmente quelle di origine animale, può aiutare a ridurre la produzione di urea e, di conseguenza, ad abbassare i valori di azotemia. È essenziale che questa modifica alimentare avvenga sotto la supervisione di un medico o di un nutrizionista.

Ci sono farmaci che aumentano l'azotemia?

Sì, alcuni farmaci possono influenzare la funzione renale o il metabolismo delle proteine, portando a un aumento dell'azotemia. Tra questi, i più comuni sono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e alcuni antibiotici. È importante informare il medico su tutti i farmaci che si stanno assumendo.

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Valentina Cuomo

Dott.ssa

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