Guida completa a cicatrici e cheloidi: scopri le differenze cliniche, come prevenire l'ipertrofia del tessuto e i consigli su cica-creme, gel al silicone e protezione
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A cura di
Dott.ssa Sharon D'Aniello
Guida completa a cicatrici e cheloidi: scopri le differenze cliniche, come prevenire l'ipertrofia del tessuto e i consigli su cica-creme, gel al silicone e protezione solare
Il cheloide è una cicatrice patologica caratterizzata da un'eccessiva e disordinata proliferazione di tessuto connettivo. Si origina quando i naturali meccanismi di riparazione della pelle producono una quantità di matrice extracellulare (in particolare di collagene) nettamente superiore a quella necessaria per chiudere la lesione.
Il processo di riparazione della cute si articola fisiologicamente in tre fasi distinte.
Quando l'equilibrio della fase proliferativa si altera, la produzione di collagene continua senza arrestarsi. Questo meccanismo dà origine a lesioni rilevate, dure e fibrotiche.
Le anomalie della cicatrizzazione possono manifestarsi a seguito di diversi tipi di lesione o trauma cutaneo. Vediamole nello specifico.
Riconoscere tempestivamente la differenza tra una cicatrice ipertrofica e un cheloide è fondamentale per impostare il corretto approccio terapeutico ed evitare che la lesione continui ad espandersi.
Le due lesioni presentano caratteristiche cliniche ed evolutive nettamente distinte: vediamo nel dettaglio nella tabella che segue.
|
Caratteristica |
Cicatrice Ipertrofica |
Cheloide |
|
Estensione |
Si mantiene rigorosamente entro i confini della ferita originale |
Travalica i margini, invadendo il tessuto sano circostante |
|
Evoluzione temporale |
Insorge subito dopo la lesione, poi tende a stabilizzarsi o regredire |
Può comparire a distanza di mesi, cresce e non regredisce mai spontaneamente |
|
Sintomatologia |
Lieve rilievo, arrossamento e possibile tensione locale |
Cordone fibroso, doloroso al tatto, con prurito intenso e colore rosso-violaceo |
Oltre a cheloidi e cicatrici ipertrofiche, esistono le cicatrici atrofiche. A differenza di cheloidi e ipertroficità (caratterizzati da un eccesso di tessuto), queste si presentano come avvallamenti della pelle causati da una perdita di matrice dermica. Le cicatrici atrofiche sono tipiche conseguenze di acne e varicella.
Dal punto di vista istologico, il cheloide è una proliferazione benigna di tessuto connettivo: non si tratta in alcun modo di una forma tumorale o maligna.
Tuttavia, è necessario consultare un medico specialista in dermatologia o chirurgia plastica quando:
Il dermatologo potrà valutare trattamenti medici avanzati come infiltrazioni intralesionali di corticosteroidi, laserterapia o crioterapia. L'asportazione chirurgica viene valutata con estrema cautela nei cheloidi, poiché presenta un elevato rischio di recidiva.
I trattamenti dermocosmetici e i dispositivi medici da banco rappresentano il primo presidio non invasivo per ammorbidire i tessuti, guidare la corretta riepitelizzazione, lenire il prurito ed evitare che la lesione si inscurisca.
Le cica-creme sono formulazioni riparatrici progettate per sostenere la barriera cutanea e velocizzare la rigenerazione epidermica. Contengono attivi ad azione sinergica come pantenolo, centella asiatica, acido Ialuronico e complessi purificanti a base di rame e zinco.
Tra i principali trattamenti di riferimento disponibili in farmacia troviamo:
L'esposizione ai raggi UV causa l'iperpigmentazione permanente del tessuto cicatriziale, rendendolo scuro e marrone. L'applicazione quotidiana di uno stick solare con SPF 50+ direttamente sulla cicatrice è obbligatoria per almeno 12 mesi dalla formazione della ferita.
Il silicone medicale (in fogli adesivi o in gel fluido) è considerato dalle linee guida internazionali il gold standard non invasivo per la gestione di cicatrici ipertrofiche e cheloidi.
Il suo meccanismo d'azione si basa sulla creazione di un micro-ambiente occlusivo e idratante:
I cerotti al silicone sono ideali per superfici piane o coperte da abiti (es. cicatrice da taglio cesareo), mentre il gel siliconico è perfetto per zone mobili, articolazioni o aree visibili come il viso e il collo. Per ottenere risultati visibili, il trattamento va proseguito con costanza per almeno 3-6 mesi.
I cheloidi si riassorbono da soli col tempo?
No. A differenza delle cicatrici ipertrofiche, che possono regredire o appiattirsi parzialmente nell'arco di 12-18 mesi, i cheloidi non si riassorbono mai spontaneamente. Richiedono un trattamento costante con gel o patch al silicone oppure un intervento dermatologico specialistico.
Quando si può iniziare a mettere la crema o il cerotto al silicone su una cicatrice chirurgica?
I trattamenti topici e i cerotti al silicone vanno applicati esclusivamente a ferita completamente chiusa e rimarginata, dopo la rimozione dei punti di sutura e la caduta spontanea delle croste. Non applicare mai su ferite aperte o secernenti.
Come evitare che la cicatrice del taglio cesareo o di un intervento diventi un cheloide?
Per prevenire l'ipertrofia è consigliabile applicare regolarmente cerotti o gel al silicone per almeno 3-6 mesi, effettuare un massaggio connettivale delicato sulla cicatrice per rompere le aderenze ed evitare l'esposizione solare senza protezione SPF 50+.