Guida di primo soccorso all'ipertermia estiva: come riconoscere i sintomi iniziali del colpo di calore, le manovre pratiche per abbassare la temperatura e perché la Tachipirina è del tutto
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A cura di
Dott.ssa Sharon D'Aniello
Guida di primo soccorso all'ipertermia estiva: come riconoscere i sintomi iniziali del colpo di calore, le manovre pratiche per abbassare la temperatura e perché la Tachipirina è del tutto inutile
Il colpo di calore improvviso è una vera e propria emergenza medica nota in termini clinici come ipertermia maligna da ambiente. A differenza di quanto si possa pensare, non si tratta di una comune febbre, ma di un vero e proprio cortocircuito del sistema di termoregolazione cerebrale.
Normalmente, il nostro organismo è in grado di mantenere una temperatura interna costante (intorno ai 36-37°C) disperdendo il calore in eccesso attraverso la sudorazione e la dilatazione dei vasi sanguigni. Tuttavia, quando l'aria è molto calda, umida e poco ventilata, questo meccanismo si inceppa.
Il corpo inizia ad accumulare calore molto più velocemente di quanto riesca a espellerlo: la temperatura interna subisce un'impennata drammatica, superando rapidamente la soglia critica dei 40°C e mettendo a rischio le funzioni degli organi vitali.


In medicina si distinguono due tipologie principali di questo disturbo:
I sintomi del colpo di calore possono manifestarsi all'improvviso o svilupparsi progressivamente nell'arco di qualche ora. Riconoscere la transizione biologica dei segnali è fondamentale per intervenire prima che la situazione precipiti.
Nelle fasi iniziali, l'organismo tenta disperatamente di raffreddarsi: la cute appare rossa, calda e bagnata da un'abbondante sudorazione, accompagnata da sbalzi della temperatura corporea. Se l'esposizione al caldo continua, si arriva al punto di rottura: le ghiandole sudoripare smettono di funzionare per esaurimento idrico. La pelle cambia improvvisamente aspetto, diventando calda, pallida e completamente secca (ipoidrosi).
Ecco la progressione dei sintomi da monitorare con la massima attenzione:
I bambini sono esposti a un rischio molto più elevato rispetto agli adulti. Il loro sistema di termoregolazione è ancora immaturo, sudano meno ed essendo più piccoli accumulano calore molto più rapidamente.
Il colpo di calore nei bambini può manifestarsi in modo subdolo nell'arco di pochissime ore di permanenza in un ambiente afoso (anche sotto l'ombrellone o all'interno di un'auto parcheggiata). I segnali d'allarme a cui i genitori devono prestare massima attenzione sono:
Il colpo di calore è un'emergenza medica a tutti gli effetti. Se la persona presenta uno stato confusionale, temperatura sopra i 39°C o perdita di coscienza, chiama immediatamente il 112. Nell'attesa dei soccorritori, ogni minuto è prezioso per abbassare la temperatura corporea del soggetto.
Vediamo ora la sequenza esatta delle manovre di primo soccorso da attuare subito, in caso di colpo di calore.
Al contrario, vediamo quali sono le cose da evitare per non peggiorare il problema.


Uno degli errori più comuni e pericolosi che si commettono è somministrare la Tachipirina (paracetamolo) o altri antipiretici per abbassare la febbre da colpo di calore o colpo di sole. Il paracetamolo, in questo caso, è totalmente inutile.
La febbre comune è un innalzamento controllato della temperatura deciso dal cervello (termostato ipotalamico) per difendersi da virus o batteri. Nel colpo di calore o di sole, invece, il cervello non ha alcuna infezione da combattere: il termostato funziona benissimo, ma è andato semplicemente in cortocircuito a causa del sovraccarico termico esterno.
Inoltre, dare la Tachipirina a un soggetto fortemente disidratato e con gli organi in sofferenza termica può rivelarsi estremamente tossico, sovraccaricando fegato e reni già sotto stress.
La durata della fase acuta di un colpo di calore si risolve generalmente in poche ore grazie al tempestivo intervento dei medici e alle manovre di raffreddamento. Tuttavia, lo stress subito dall'organismo è profondo: la sensazione di forte stanchezza, la debolezza muscolare, i mal di testa e l'instabilità della pressione sanguigna possono persistere da diversi giorni a qualche settimana.
Ignorare o non trattare immediatamente un'ipertermia sopra i 40°C può avere conseguenze gravissime. Il calore estremo, infatti, letteralmente coagula le proteine cellulari, rischiando di provocare danni permanenti a carico di organi vitali come il cervello, i reni, il cuore e il fegato, fino a esiti fatali.
Nel linguaggio, colpo di sole e colpo di calore comune vengono usati spesso come sinonimi. Dal punto di vista clinico, però, presentano cause e meccanismi d'azione ben distinti.
L'insolazione (colpo di sole) è l'effetto diretto e localizzato delle radiazioni solari e dei raggi infrarossi sulla testa e sul corpo. Si verifica esclusivamente all'aperto ed è quasi sempre accompagnata da sintomi cutanei evidenti come arrossamenti, eritemi, scottature e occhi arrossati.
Il colpo di calore, al contrario, è un'ipertermia sistemica che non richiede necessariamente l'esposizione diretta al sole. Può colpire anche all'ombra o in un ambiente chiuso (come una stanza afosa o l'abitacolo di un'auto), ed è causato unicamente dall'impossibilità del corpo di disperdere il calore a causa del tasso di umidità e della totale mancanza di ventilazione.


Si può usare la Tachipirina per abbassare la febbre da colpo di sole?
No. La Tachipirina non ha alcuna efficacia terapeutica contro l'innalzamento di temperatura dovuto a colpo di sole o di calore, poiché non si tratta di un'alterazione di origine infettiva. Somministrarla rischia solo di affaticare reni e fegato già gravemente disidratati dal calore.
Dopo quanto tempo si manifesta il colpo di calore nei bambini?
Può manifestarsi all'improvviso o nell'arco di pochissime ore di permanenza in ambienti caldi, umidi e privi di ventilazione (ad esempio sotto l'ombrellone nelle ore di punta o in auto). Nei più piccoli il monitoraggio dei liquidi assunti deve essere costante.
Cosa non fare assolutamente in caso di colpo di calore improvviso?
Non somministrare mai bevande alcoliche, eccitanti o ghiacciate; non indurre il vomito in caso di nausea e non assumere di propria iniziativa farmaci antipiretici tradizionali. La priorità assoluta è il raffreddamento fisico esterno della persona.