Cos’è l’autismo: 5 falsi miti da sfatare

Alcune delle più diffuse convinzioni sull’autismo sono, in realtà, assolutamente prive di fondamento: le scopriamo in questo articolo

Ogni anno, il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo. L’autismo è una forma di neurodivergenza che interessa molte più persone di quanto si pensi (in Italia interessa circa 1 bambino su 80). Sempre più persone vengono diagnosticate da adulte, dando così un senso alle difficoltà affrontate nel corso della vita.

Con l’avanzamento degli studi e delle scoperte sono caduti tanti stigmi che caratterizzavano questa condizione. Come sempre, è importante continuare a fare informazione per sensibilizzare e aiutare a comprendere questo mondo.

Cos’è l’autismo

Nell’ultima versione del testo di riferimento per la diagnosi, il manuale diagnostico DSM 5, l’autismo è definito come disturbo dello spettro autistico o DSA. Si parla di spettro perché le possibili manifestazioni sono estremamente varie, tanto da creare una molteplicità di varianti.

Del resto, non ci sogneremmo mai di dire che una persona neurotipica è uguale ad un’altra persona neurotipica. Perché lo stesso non dovrebbe valere per le persone autistiche?

Autismo: sintomi

Come detto, sono molteplici i sintomi tramite cui si può manifestare l’autismo. Tra le caratteristiche più comuni nelle persone autistiche, troviamo:

  • difficoltà a mantenere il contatto visivo o guardare le cose indicate;
  • difficoltà ad ascoltare e comprendere gli altri;
  • ripetizione di gesti o suoni (stereotipie);
  • alterata sensibilità a immagini, suoni, odori o sensazioni tattili (iposensibilità, ipersensibilità oppure un mix di sensazioni);
  •  rifiuto del contatto fisico e del contenimento, come un abbraccio;
  • difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti della propria routine;
  • rigida preferenza di alcuni alimenti rispetto ad altri, definita come selettività alimentare;
  • gamma ristretta di interessi, a volte molto intensi, definiti interessi assorbenti.

5 falsi miti da sfatare sull’autismo

Esistono alcune credenze, assolutamente errate, riguardo all’autismo. Tra le convinzioni più diffuse, ne abbiamo selezionato cinque che vogliamo smentire.

L’autismo è una malattia. FALSO!

Il primo stigma che va smentito è questo: l’autismo non è una malattia ma una neurodivergenza. Per neurodivergenza si intende un modo di essere diverso della mente. Questa divergenza condiziona, più o meno intensamente, il modo in cui la persona si relaziona con gli altri e col mondo esterno.

La causa dell’autismo sono i vaccini o l’alimentazione. FALSO!

La correlazione tra vaccini e autismo è stata completamente smentita. Così come non è una malattia, non è nemmeno un’intossicazione. La credenza derivava da uno studio condotto, con metodi antiscientifici, da un medico che poi è stato radiato.

Anche alcuni regimi dietetici proposti negli anni, in cui ad esempio si eliminavano glutine e caseina, non hanno alcun vantaggio dimostrato.

Gli autistici sono tutti maschi e non parlano. FALSO!

L’autismo è una condizione che interessa più maschi che femmine, con un rapporto di 4 a 1. Da ciò è facile desumere che, nonostante il sesso maschile sia più interessato dalla condizione, ciò non significa che il genere femminile sia escluso.

Inoltre, la non verbalità è solo una delle possibili manifestazioni e non è una condizione sempre presente. Moltissime persone autistiche, anzi, mostrano una verbalità eccelsa.

L’autismo si cura con i farmaci. FALSO!

L’autismo non si cura. Questa condizione è un modo di essere della mente e di conseguenza non può essere curata, tantomeno con dei farmaci. Tuttavia c’è da dire che le persone autistiche possono intraprendere percorsi terapeutici di vario genere, a partire da quelli comportamentali.

Questo tipo di terapie non hanno però l’obiettivo di curare l’autismo. Esse hanno il fine, molto importante, di fornire supporto e strategie alla persona autistica per affrontare e superare le sue peculiari difficoltà. Terapie del genere, ovviamente, richiedono un approccio multidisciplinare e sono finemente personalizzate. In base al grado di supporto necessario, si distinguono tre livelli di gravità. Quindi, attualmente, si parla di livello 1, 2 o 3 in funzione del supporto crescente necessario.

Non sono più utilizzate terminologie come “ad alto funzionamento” e “sindrome di Asperger”, che identificavano in passato persone autistiche, senza necessità di supporto.

Tutti gli autistici sono geni. FALSO!

Parlando di quoziente intellettivo superiore, viene in mente l’altro stereotipo comune sull’autismo: la genialità. Come per le persone neurotipiche, però, anche per gli autistici esiste tutta la variabilità possibile per il quoziente intellettivo. L’equazione autistico=genio, dunque, è assolutamente errata è rappresenta solo uno stereotipo superficiale e privo di fondamento.

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Valentina Cuomo

Dott.ssa

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