Guida completa all'infiammazione gengivale: dai primi segnali di sanguinamento ai rischi della recessione, con i consigli del farmacista su spazzolini morbidi, clorexidina e rimedi
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A cura di
Dott.ssa Sharon D'Aniello
Guida completa all'infiammazione gengivale: dai primi segnali di sanguinamento ai rischi della recessione, con i consigli del farmacista su spazzolini morbidi, clorexidina e rimedi naturali
La gengivite è un’infiammazione acuta e superficiale dei tessuti molli che circondano il dente, in particolare la cosiddetta gengiva marginale. Rappresenta il primissimo stadio della malattia parodontale e ha una caratteristica fondamentale: se intercettata in tempo, è al 100% reversibile.
Per capire se le tue gengive sono in salute, basta guardarne l'aspetto.
Poiché l'infiammazione in questa fase non ha ancora intaccato le strutture ossee sottostanti, intervenire subito permette di ripristinare completamente la salute del cavo orale.
Il nemico numero uno delle gengive è l'accumulo di placca batterica, una pellicola invisibile e appiccicosa composta da residui di cibo e batteri che si deposita quotidianamente sui denti.
Se la placca non viene rimossa in modo accurato entro 24-48 ore, a contatto con i sali minerali della saliva va incontro a un processo di calcificazione e si trasforma in tartaro. Il tartaro è una sostanza dura e porosa che non può più essere rimossa con lo spazzolino di casa, ma richiede l'intervento professionale dell'igienista dentale.
Oltre a una scarsa igiene orale, esistono diversi fattori di rischio che accelerano l'infiammazione gengivale:
Nelle sue fasi iniziali, la gengivite può svilupparsi senza causare un dolore acuto, motivo per cui viene spesso sottovalutata. I segnali d'allarme più frequenti sono:
Il sangue quando ti lavi i denti non è mai un fatto normale. Ma perché succede?
Quando i batteri aggrediscono la gengiva, il sistema immunitario reagisce richiamando un maggior afflusso di sangue nella zona per difendersi (iperemia). I capillari gengivali si dilatano e diventano estremamente fragili: basta la minima pressione dello spazzolino o la masticazione di un cibo duro per romperli.
Un sanguinamento occasionale, magari dopo un uso maldestro del filo interdentale, può capitare. In altri casi, invece, questo può stare a significare che l’infiammazione sta scendendo in profondità e serve una visita dentistica immediata. È quindi consigliabile rivolgersi al dentista se il sanguinamento:
Se affrontata nella sua fase acuta iniziale con i prodotti corretti e un'igiene costante, una comune gengivite si risolve rapidamente in circa 7-14 giorni.
Quando i sintomi vengono ignorati perché “il fastidio è sopportabile”, la gengivite diventa cronica. Il tessuto gengivale rimane costantemente infiammato e infetto, ponendo le basi per la distruzione delle strutture profonde di sostegno del dente.
In presenza di gengivite cronica, i soli rimedi casalinghi non bastano più: è indispensabile sottoporsi a una seduta di igiene orale professionale (detartrasi) per rimuovere i depositi di tartaro sottogengivale.
Il pericolo principale di una gengivite non curata è la sua evoluzione in parodontite (o piorrea).
Quando l'infezione supera la barriera gengivale e raggiunge l'osso alveolare, i batteri iniziano a distruggere il tessuto osseo che fa da fondamenta al dente. Venendo a mancare il supporto rigido sottostante, la gengiva letteralmente frana e si ritira, scoprendo la radice del dente (cemento radicolare).
Questo fenomeno (recessione gengivale) comporta:
Nessun dentifricio, collutorio o integratore può far ricrescere il tessuto gengivale andato distrutto a causa della parodontite. I prodotti da banco servono a bloccare l'avanzata della malattia e a sanificare la bocca.
L'unico modo per ripristinare il margine gengivale perduto è la chirurgia estetica mucogengivale (innesti di tessuto). Da qui nasce l'estrema urgenza di curare la gengivite al primo segnale di sangue.
La farmacia offre soluzioni mirate per disinfettare il cavo orale, abbattere la carica batterica e accelerare la guarigione dei tessuti.
Quando acquisti un dentifricio per gengive sanguinanti o infiammate, controlla la presenza di questi ingredienti in etichetta:
Abbina sempre il dentifricio a uno spazzolino a setole morbide o extra-morbide. Lo spazzolino a setole dure sfrega e traumatizza ulteriormente le gengive già infiammate, peggiorando il sanguinamento.
Il principio attivo gold standard per disinfettare il cavo orale è la Clorexidina, un potente antisettico che si lega alle mucose e continua a rilasciare la sua azione antibatterica per molte ore. La Clorexidina è contenuta nei collutori in duce concentrazioni diverse, da utilizzare in base alla necessità:
La raccomandazione è di non utilizzare collutori alla Clorexidina 0,20% per più di 10-14 giorni consecutivi. Un uso prolungato può causare la comparsa di macchie scure temporanee sullo smalto dei denti e alterare la percezione dei sapori.
A supporto delle terapie tradizionali, la fitoterapia offre ottimi alleati:
Nei bambini più grandi la gengivite è quasi sempre legata a un'igiene orale frettolosa e approssimativa. I sintomi sono sovrapponibili a quelli dell'adulto: gengive rosse, sanguinamento durante lo spazzolamento e rifiuto di lavare i denti a causa del fastidio.
Nei neonati la causa dell'infiammazione non è batterica, ma è legata al processo fisiologico di eruzione dei primi dentini decidui. La gengiva si tende, diventa rossa e causa dolore.
Il rimedio d'elezione è il massaggiagengive in silicone anallergico, meglio se riempito d'acqua e refrigerato in frigorifero: la combinazione tra la pressione della masticazione e la bassa temperatura offre un immediato effetto anestetico meccanico sul dolore.
Come si cura la gengivite a casa e quando è necessario consultare un dentista?
A casa la gengivite si cura migliorando la tecnica di spazzolamento, usando uno spazzolino a setole morbide, il filo interdentale e un ciclo di collutorio alla Clorexidina 0,20% per 7-10 giorni. È necessario andare dal dentista se il sanguinamento persiste oltre i 10 giorni, se le gengive appaiono ritirate, se c'è sapore metallico o pus, o se è presente tartaro visibile che richiede una pulizia professionale.
La gengivite è contagiosa?
Non in senso stretto. Sebbene i batteri del cavo orale possano essere trasmessi tramite la saliva (ad esempio con i baci), lo sviluppo della gengivite dipende unicamente dalla risposta immunitaria individuale e dall'accuratezza dell'igiene orale quotidiana.
Devo continuare a usare il filo interdentale se le gengive sanguinano?
Sì, ma con delicatezza. Il sanguinamento è provocato proprio dalla placca accumulata tra un dente e l'altro: sospendere la pulizia interdentale fa ristagnare i batteri, peggiorando l'infezione. Utilizza il filo o uno scovolino morbido per rimuovere la causa alla radice.
Quanto tempo ci vuole per far sgonfiare le gengive infiammate?
Utilizzando uno spazzolino a setole morbide, migliorando la tecnica di pulizia e applicando un collutorio o gel specifico alla Clorexidina, il gonfiore regredisce visibilmente già dopo 3-5 giorni, con il ripristino totale del tessuto entro 2 settimane.