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I farmaci generici sono uguali a quelli originali? Le cose da sapere

Miti da sfatare e guida alla bioequivalenza: perché i farmaci generici costano meno rispetto ai farmaci originali e quando la qualità tra i due prodotti è identica

Farmaci equivalenti: cosa sono e perché non si chiamano più “generici”?

Quando parliamo di farmaci equivalenti e farmaci generici, ci riferiamo esattamente alla stessa identica tipologia di medicinale. Si tratta di farmaci che contengono lo stesso principio attivo, nella stessa quantità e forma farmaceutica (compresse, sciroppi, bustine) del farmaco “di marca” di riferimento il cui brevetto è ormai scaduto.

In Italia, la Legge n. 149 del 2005 ha sostituito ufficialmente il termine “generico” con “equivalente”. Questa scelta normativa è nata per eliminare un forte pregiudizio psicologico: la parola generico veniva spesso percepita dai consumatori come sinonimo di prodotto “di serie B”, meno efficace o di scarsa qualità. Il termine equivalente, al contrario, sottolinea la perfetta uguaglianza terapeutica con il farmaco originale.

Come riconoscerli in farmacia? Tutti i farmaci equivalenti sono facilmente identificabili grazie alla dicitura obbligatoria per legge Medicinale Equivalente stampata in modo ben visibile sulla confezione.

Differenza tra farmaco generico e originale: come nascono e come funzionano

La vera differenza tra un farmaco originale (chiamato in gergo tecnico originator) e un equivalente non sta nell'efficacia ma nel percorso di nascita del medicinale.

Il farmaco originale nasce da zero nei laboratori di ricerca. Per svilupparlo, l'azienda farmaceutica sostiene enormi costi in studi clinici, test di sicurezza e sperimentazioni che durano anni. Per rientrare di questi investimenti, ottiene un brevetto di circa 20 anni che le garantisce l'esclusiva assoluta di vendita.

Quando il brevetto dell'originale scade, la formula del principio attivo diventa di pubblico dominio. Qualsiasi altra azienda farmaceutica autorizzata può iniziare a produrlo senza dover ripetere da capo i test clinici iniziali, poiché la molecola è già ampiamente studiata e sicura. Da qui nasce il farmaco equivalente.

Il concetto chiave: la Bioequivalenza

Per essere immesso sul mercato, un farmaco equivalente deve ottenere l'approvazione delle autorità sanitarie (come l'AIFA in Italia e l'EMA in Europa) dimostrando la bioequivalenza.

Un medicinale è bioequivalente quando dimostra di avere:

  • la stessa composizione qualitativa e quantitativa di principio attivo;
  • la stessa forma farmaceutica (ad esempio capsula, soluzione, fiala);
  • gli stessi parametri di biodisponibilità (ossia la stessa velocità e quantità con cui il principio attivo viene assorbito dall'organismo e raggiunge il sangue).

Meglio il farmaco generico o l'originale? I falsi miti su efficacia e sicurezza

I farmaci equivalenti sono sottoposti ai medesimi rigorosi controlli di qualità riservati ai farmaci di marca. Le linee guida di produzione (GMP - Good Manufacturing Practices) e i sistemi di monitoraggio e farmacovigilanza post-vendita sono identici per legge.

Vediamo di sgretolare i dubbi più comuni.

I farmaci generici sono meno efficaci dei farmaci originali?

No, l'efficacia clinica è esattamente la stessa. Essendo bioequivalenti, l'effetto terapeutico sul corpo è sovrapponibile a quello del farmaco griffato. Se l'originale fa passare il mal di testa o la febbre in un determinato lasso di tempo, l'equivalente farà esattamente lo stesso.

I farmaci equivalenti hanno meno principio attivo?

Assolutamente no. La quantità di principio attivo è identica al milligrammo. Una compressa di Tachipirina 500 mg contiene esattamente 500 mg di paracetamolo, la stessa identica dose presente in una compressa di Paracetamolo equivalente da 500 mg.

L'unica vera variabile: gli eccipienti

Ciò che può variare tra un originale e un equivalente sono gli eccipienti, ovvero le sostanze inattive che servono a dare forma, colore, sapore o stabilità al farmaco (come amidi, zuccheri, leganti o coloranti).

Gli eccipienti non alterano l'effetto curativo, ma in rari casi possono fare la differenza per chi soffre di specifiche intolleranze o allergie. Un farmaco equivalente, ad esempio, potrebbe contenere lattosio o glutine tra gli eccipienti, mentre l'originale no (o viceversa). In questi casi, basta leggere con attenzione il foglietto illustrativo o chiedere consiglio al farmacista per scegliere la formulazione più adatta.

Farmaci equivalenti e prezzi online: perché costano meno e come trovarli

Il prezzo dei farmaci equivalenti è generalmente inferiore rispetto ai corrispondenti farmaci di marca. Questo risparmio non è indice di minore qualità delle materie prime, ma è la diretta conseguenza del processo produttivo.

Come già visto prima, le aziende non devono ammortizzare le centinaia di milioni di euro necessarie per la ricerca scientifica iniziale. Inoltre, la presenza di più produttori sullo stesso principio attivo stimola una sana concorrenza sui prezzi.

FAQ: le risposte del farmacista sui farmaci equivalenti e originali

Il farmacista può sostituire di sua iniziativa il farmaco di marca prescritto dal medico?

Sì. Il farmacista ha la facoltà di proporre al paziente il farmaco equivalente con il prezzo più basso, a meno che il medico curante non abbia inserito esplicitamente sulla ricetta la clausola motivata di “non sostituibilità”.

Posso cambiare continuamente marca di farmaco equivalente?

Per disturbi occasionali (come un dolorino o un raffreddore) non c'è alcun problema. Per le terapie croniche (come la pressione o la tiroide), è invece preferibile mantenere sempre la stessa marca di equivalente, per evitare che le minime variazioni di eccipienti alterino la continuità d'assorbimento a cui il corpo si è abituato.

Come posso verificare se l'acquisto di farmaci generici online è legale e sicuro?

Per acquistare farmaci in totale sicurezza online, verifica sempre che la farmacia sia autorizzata dal Ministero della Salute. Cerca sul sito il Comune Logo Identificativo Nazionale: cliccandoci sopra verrai reindirizzato direttamente al registro ufficiale del Ministero che ne certifica la legalità.

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