Dai rischi di disidratazione alle reazioni cutanee sotto il sole: la guida del farmacista per gestire le terapie estive in totale
Esegui il checkout utilizzando il tuo account
Questo sito è protetto da reCAPTCHA, e dalle Privacy Policy e Termini e condizioni di Google.
Esegui il checkout come nuovo cliente
La creazione di un account è veloce, semplice e gratuita! Alcuni dei vantaggi di essere un utente registrato:
A cura di
Dott.ssa Sharon D'Aniello
Dai rischi di disidratazione alle reazioni cutanee sotto il sole: la guida del farmacista per gestire le terapie estive in totale sicurezza
Quando le temperature estive si impennano, il nostro organismo attiva precisi meccanismi di difesa per mantenere la temperatura interna intorno ai 37°C. I due strumenti principali che il corpo utilizza sono la sudorazione e la vasodilatazione (l'allargamento dei vasi sanguigni). Questa intensa attività biologica, tuttavia, può stravolgere il modo in cui il corpo assimila e smaltisce i medicinali.
Il legame tra meteo e terapie si sviluppa su due fronti:
Il vero rischio del caldo, quindi, non è solo legato alla stabilità della pastiglia che rischia di sciogliersi, ma alla sicurezza immediata del paziente.
Non tutti i medicinali si comportano allo stesso modo sotto il sole. Se segui una terapia cronica o se utilizzi spesso farmaci da banco per piccoli imprevisti, ci sono alcune classi terapeutiche che richiedono un livello di vigilanza raddoppiato durante i mesi di afa.
I farmaci per l'ipertensione servono a mantenere la pressione nei range di norma, mentre i diuretici aiutano l'organismo a eliminare i liquidi in eccesso. In estate, però, il calore provoca già di per sé una forte vasodilatazione e una perdita di liquidi attraverso il sudore.
Quando l'azione dei farmaci si somma a quella del clima, l'effetto si moltiplica: il rischio è quello di andare incontro a ipotensione grave (pressione eccessivamente bassa). I sintomi tipici sono:
Il consiglio del farmacista. Misura la pressione con maggiore frequenza in estate, almeno due volte al giorno (mattina e sera). Se noti cali vistosi, non sospendere o dimezzare mai la terapia da solo: contatta il medico curante per valutare una rimodulazione estiva del dosaggio.
Alcune molecole d'uso comune sono fotosensibilizzanti: significa che una volta entrate in circolo reagiscono chimicamente quando la pelle viene colpita dai raggi UV. Tra i colpevoli principali ci sono alcuni antibiotici ad ampio spettro (come i fluorochinolonici) e gli antinfiammatori della famiglia dei FANS (come il ketoprofene).
Esporsi al sole durante queste terapie può provocare conseguenze più o meno gravi, da semplici scottature a reazioni fototossiche severe come:
Il consiglio del farmacista. Evita l'esposizione diretta al sole e le lampade abbronzanti per tutta la durata della terapia e per i 2-3 giorni successivi all'ultima dose. Applica sempre uno schermo solare ad altissimo spettro (SPF 50) anche per le semplici passeggiate in città.
Molti antidepressivi, ansiolitici e i comuni antistaminici di prima generazione (quelli usati per le allergie o per favorire il sonno) possiedono un effetto collaterale poco noto: riducono drasticamente la produzione di sudore.
Bloccando la sudorazione, questi farmaci spengono il condizionatore naturale del corpo umano. L'organismo non riesce più a disperdere il calore in eccesso, accumulando calore interno e aumentando drasticamente il rischio di colpi di calore, anche in ambienti chiusi ma poco ventilati.
Il consiglio del farmacista. Riduci al minimo l'attività fisica e l'esposizione all'aperto nelle ore centrali della giornata (11:00 - 16:00). Bevi acqua costantemente anche se non avverti lo stimolo della sete e bagna spesso polsi, collo e viso per aiutare il corpo a raffreddarsi.
|
Categoria di farmaco |
Esempio di principio attivo |
Rischio principale |
Cosa fare? |
|
Diuretici |
Furosemide |
Disidratazione, ipotensione |
Monitorare la pressione, bere molta acqua |
|
FANS (Antinfiammatori) |
Ketoprofene |
Fotosensibilizzazione (macchie/ustioni) |
Evitare il sole diretto e applicare SPF 50+ |
|
Antiipertensivi |
ACE-inibitori / Sartani |
Sbalzi pressori, vertigini forti |
Consultare il medico per calibrare il dosaggio |
|
Antistaminici |
Cetirizina / Clorfenamina |
Blocco della sudorazione, colpi di calore |
Evitare l'esposizione nelle ore più calde |
Se la temperatura supera la soglia critica dei 25°C, la struttura chimica di molti medicinali comincia a degradarsi. Il rischio concreto è che il principio attivo perda la sua efficacia terapeutica o, nel peggiore dei casi, generi sostanze tossiche per l'organismo. I prodotti più sensibili agli sbalzi termici sono le pillole anticoncezionali, gli antibiotici liquidi e i flaconi di insulina.
Per viaggiare in totale sicurezza, segui queste semplici regole:
Il consiglio del farmacista. Controlla sempre le indicazioni riportare sul foglietto illustrativo e, in caso di dubbi, rivolgiti al medico o al farmacista prima di utilizzare il farmaco.
Posso conservare tutti i farmaci in frigorifero per sicurezza?
No, inserire flaconi e compresse in frigorifero senza una reale necessità è un errore. L'umidità eccessiva del frigo e il freddo possono danneggiare le capsule, alterare la stabilità delle compresse o separare i componenti di creme ed emulsioni. Il frigorifero va usato solo se espressamente indicato sulla confezione (temperatura tra 2°C e 8°C).
Cosa succede se prendo un farmaco scaduto o alterato dal caldo?
Nella migliore delle ipotesi, il farmaco non farà alcun effetto, lasciandoti scoperto dal punto di vista terapeutico (particolarmente pericoloso se parliamo di antibiotici o farmaci per il cuore). Nella peggiore delle ipotesi, la degradazione chimica può dare origine a prodotti di scarto tossici, provocando malesseri gastrici o reazioni avverse.
Le creme solari scadono se lasciate al caldo?
Sì. I filtri solari chimici e fisici sono molecole estremamente sensibili al calore ravvicinato. Se lasciati per ore sulla spiaggia sotto il sole, i filtri si degradano rapidamente. Anche se la crema solare non è formalmente scaduta come data sulla confezione, l'alterazione termica invalida la protezione dichiarata, esponendoti a scottature e macchie.