Oltre il gonfiore: guida completa alla sovracrescita batterica, dalla diagnosi ai rimedi
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A cura di
Dott.ssa Giusy Boccia
Oltre il gonfiore: guida completa alla sovracrescita batterica, dalla diagnosi ai rimedi naturali
La SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth), ovvero la sovracrescita batterica dell’intestino tenue, è una condizione in cui batteri normalmente presenti nel colon proliferano in modo anomalo nel tenue. Quest'ultimo è un tratto che dovrebbe essere relativamente pulito per permettere il corretto assorbimento dei nutrienti.
Questa alterazione compromette la digestione e l’assimilazione di elementi vitali come grassi, ferro e vitamine (B12, A, D, E). Quando i batteri colonizzano il tenue, fermentano i carboidrati precocemente, producendo gas responsabili di tensione, dolore e alterazioni dell'alvo. Il gonfiore “a palloncino”, tipico della SIBO, tende a peggiorare durante la giornata, spesso subito dopo i pasti.
Normalmente, l'intestino è protetto dal Complesso Motorio Migrante (MMC), un vero e proprio “programma di pulizia” automatico. Attraverso onde di contrazione muscolare, l'MMC spazza via residui di cibo e batteri verso il colon. Se questo meccanismo rallenta o fallisce, i batteri possono ristagnare o risalire, dando il via alla proliferazione.
Dal punto di vista clinico, la SIBO si distingue in tre forme principali che si differenziano in base al tipo di gas prodotto:
La diagnosi biochimica è fondamentale, poiché il tipo di gas prodotto orienta la terapia.
I sintomi della SIBO possono variare molto da persona a persona e spesso si sovrappongono a quelli della sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Li possiamo dividere in sintomi intestinali e sintomi extra-intestinali.
Tra i sintomi intestinali, troviamo:
Tra i sintomi extra-intestinali, invece, troviamo:


La SIBO non è una malattia primaria, ma la conseguenza di uno o più fattori che alterano i meccanismi di difesa dell’intestino tenue. Tra le cause più frequenti troviamo:
Il Breath Test al lattulosio o al glucosio è l’esame più utilizzato per diagnosticare la SIBO. È un test non invasivo che misura la quantità di idrogeno e metano espirati dopo l’assunzione di uno zucchero specifico.
Se i batteri sono presenti nel tenue, fermentano precocemente il substrato producendo gas che vengono assorbiti nel sangue ed eliminati con il respiro. Un aumento dei valori entro tempi definiti suggerisce la presenza di SIBO.
Per una corretta attendibilità del test, è fondamentale seguire una preparazione adeguata nei giorni precedenti.


Il trattamento della SIBO deve essere personalizzato e mirare non solo a ridurre la carica batterica, ma anche a prevenire le recidive.
I protocolli terapeutici possono includere:
Un approccio efficace considera sempre la causa scatenante perché, senza correggerla, la SIBO tende a ripresentarsi. Per questo è consigliabile affidarsi a un professionista esperto in disturbi gastrointestinali funzionali.
La SIBO può tornare dopo la cura?
Sì, le recidive sono comuni se non si interviene sulla causa scatenante, come un deficit della motilità intestinale (MMC).
Posso assumere probiotici se ho la SIBO?
Bisogna fare molta attenzione: in molti casi i probiotici comuni possono alimentare il problema e peggiorare il gonfiore. Vanno scelti ceppi specifici solo dopo aver ridotto la carica batterica.
Qual è la differenza tra SIBO e intolleranza al lattosio?
Mentre l'intolleranza al lattosio è un deficit enzimatico, la SIBO è una presenza batterica errata. Spesso però la SIBO causa intolleranze temporanee proprio perché i batteri danneggiano l'orletto a spazzola dell'intestino.