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A cura di
Dott.ssa Sharon D'Aniello
Astenia stagionale e biochimica del cambiamento: guida ai nutrienti essenziali per ricalibrare l'energia e sostenere i surreni
La stanchezza primaverile, nota in ambito medico come astenia stagionale, non è un semplice disturbo passeggero, ma una complessa fase di transizione biochimica. Il nostro organismo, infatti, deve ricalibrare i propri ritmi interni in risposta a bruschi cambiamenti ambientali:
Durante i mesi invernali, il corpo entra in una sorta di stato di risparmio energetico, caratterizzato da una produzione fisiologicamente più elevata di melatonina (l’ormone che regola il sonno) e livelli più contenuti di serotonina (il neurotrasmettitore del buonumore e della vitalità).
Con l'arrivo della primavera, si innesca una potente riattivazione metabolica. L'ipotalamo, infatti, deve rincorrere il nuovo ritmo solare. Questo richiede un dispendio energetico extra che, inizialmente, ci fa sentire molto affaticati.
I segnali dell'astenia variano individualmente, ma alcuni indicatori biochimici sono comuni e indicano che il corpo sta faticando ad adattarsi.
Brain Fog (nebbia mentale)


Una sensazione di stanchezza mentale che si traduce in lentezza cognitiva, difficoltà di concentrazione e scarsa reattività.
Sonnolenza paradossa


È uno dei sintomi più frustranti. Ci si sente esausti durante l'intera giornata, ma una volta a letto si fatica a prendere sonno perché la mente rimane in uno stato di iper-attivazione vigile.
Irritabilità e sbalzi d'umore


Diretta conseguenza del riequilibrio della serotonina. Il sistema nervoso è più sensibile agli stimoli esterni, rendendoci meno tolleranti allo stress quotidiano.
Il passaggio all’ora legale rappresenta un vero e proprio stress adattativo. Anche lo spostamento di una sola ora altera profondamente il ritmo circadiano, agendo come un mini jet-lag che costringe le ghiandole surrenali a un lavoro supplementare. Queste sono responsabili della produzione di cortisolo, l'ormone che orchestra la nostra risposta allo stress e garantisce la lucidità mentale al risveglio.
Quando l’orologio biologico viene disturbato, il picco di cortisolo mattutino può risultare desincronizzato. Questo spiega perché, nonostante il sole sia già alto, avvertiamo una profonda inerzia al risveglio e cali energetici drastici durante il pomeriggio.
Se l'organismo arriva alla primavera già provato da uno stress cronico invernale, i surreni faticano a gestire questo switch, portando a una sensazione di energia instabile e recupero lento.


Per supportare questa fase di adattamento, è fondamentale supportare l’organismo con i giusti nutrienti. Gli integratori più efficaci sono quelli con elevata biodisponibilità, poiché vengono assorbiti meglio dall’organismo.
Anche il momento in cui si assumono gli integratori è fondamentale per ottimizzarne l’efficacia. Rispettare i ritmi biologici dell’organismo, infatti, permette di migliorare l’assorbimento dei nutrienti e il loro impatto su energia, stress e qualità del sonno.
Il magnesio è un cofattore enzimatico coinvolto in oltre 300 reazioni, la più importante delle quali è la produzione di ATP (adenosina trifosfato), la moneta energetica delle nostre cellule. La forma bisglicinata (magnesio legato a due molecole di glicina) è la scelta d'elezione per l'astenia primaverile perché:
Se il magnesio è l'energia, le vitamine del gruppo B sono i trasformatori. Sono essenziali per convertire i macronutrienti in energia biodisponibile e per la sintesi dei neurotrasmettitori. In particolare, la B6 e la B12 lavorano contro la brain fog e la debolezza muscolare.
La loro assunzione è strettamente sinergica al magnesio: insieme proteggono le ghiandole surrenali e aiutano a regolarizzare la produzione di cortisolo, evitando i crolli energetici improvvisi.
Le piante adattogene sono così definite perché aiutano il corpo ad adattarsi agli stressor ambientali. Tra le più efficaci ci sono:
Quanto dura la stanchezza primaverile?
Solitamente i sintomi durano dai 10 ai 15 giorni. È il tempo tecnico necessario all’ipotalamo per stabilizzare l’orologio biologico sui nuovi parametri di luce e temperatura.
Il caffè aiuta contro la stanchezza primaverile?
In realtà, può essere controproducente. La caffeina stimola ulteriormente i surreni già affaticati, fornendo un’energia fittizia che spesso si traduce in un calo pomeridiano ancora più marcato e in una maggiore irritabilità.
Perché ho più fame con il cambio dell’ora?
Lo sfasamento del ritmo circadiano altera la leptina e la grelina (gli ormoni di fame e sazietà). Il cervello, sentendosi stanco, cerca energia immediata negli zuccheri per compensare il deficit di vitalità percepito.
Si possono assumere magnesio e vitamine B insieme?
Assolutamente sì. La loro azione è complementare: il magnesio stabilizza le membrane nervose, permettendo alle vitamine del gruppo B di ottimizzare la trasformazione del cibo in energia cellulare.