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Diclofenac Teva BV 10 mg/g gel offre un mirato sollievo locale grazie alla sua azione antinfiammatoria e antidolorifica. Il medicinale topico è indicato negli adulti e adolescenti dai 14 anni per trattare il dolore muscolare acuto, come il mal di schiena, oltre a distorsioni, stiramenti o contusioni da impatto. Questa formulazione è indicata anche per i tessuti molli periarticolari in caso di osteoartrosi di ginocchio e dita, nonché per contrastare l’epicondilite.
Il gel Diclofenac Teva BV 10 mg/g offre un mirato sollievo locale ed unisce un efficace principio attivo antinfiammatorio a una texture studiata per la massima praticità di utilizzo. Ogni grammo di prodotto veicola 11,6 mg di diclofenac dietilammonio, equivalenti a 10 mg di diclofenac sodico, ed agisce direttamente sull’area interessata dal dolore. La sua confortevole base in gel include eccipienti accuratamente selezionati, tra cui carbomero, dietilammina e paraffina liquida, così da offrire una consistenza ideale che favorisce un’applicazione uniforme e una facile stesura sulla pelle. Per assicurare una scelta pienamente consapevole, la composizione indica chiaramente la presenza di glicole propilenico e di una gradevole profumazione arricchita con alcol benzilico, eugenolo, citrale e altri estratti aromatici, pensata per rendere ogni massaggio terapeutico un’esperienza confortevole e rassicurante.
Per garantire un corretto utilizzo negli adulti e negli adolescenti a partire dai 14 anni di età , l’applicazione del medicinale avviene per uso cutaneo da tre a quattro volte al giorno, mentre si adegua la quantità all’estensione dell’area interessata. Generalmente è sufficiente erogare una dose di Diclofenac Teva BV variabile tra le dimensioni di una ciliegia e quelle di una noce, pari a circa uno o quattro grammi, ideale per coprire una superficie compresa tra 400 e 800 centimetri quadrati, così da rispettare un limite massimo giornaliero di sedici grammi. Il gel va applicato per creare uno strato sottile e va frizionato con delicatezza per favorirne la penetrazione. Successivamente è importante lavare bene le mani, salvo se rappresentano la zona trattata. È possibile proteggere l’area con bendaggi non occlusivi, purché si lasci asciugare il prodotto per alcuni minuti prima dell’applicazione. La formulazione consente l’impiego senza riduzioni di dosaggio nei pazienti anziani, ma richiede un attento monitoraggio, e in soggetti con compromissione renale o epatica, mentre l’uso non è indicato nei bambini sotto i 14 anni. La durata della terapia dipende dalla patologia di base: non bisogna superare la settimana di applicazione senza il parere medico, ed è fondamentale consultare uno specialista qualora i sintomi non migliorino o peggiorino entro tre o cinque giorni.
Grazie al ridotto assorbimento del preparato per uso topico, un sovradosaggio risulta altamente improbabile. Qualora venga applicata una quantità eccessiva, basta rimuovere il gel e sciacquare l’area con acqua. In caso di ingestione accidentale, in grado di causare reazioni sistemiche, occorre adottare misure mediche generali come lavanda gastrica o carbone attivo. Si ricorda che non esiste un antidoto specifico per trattare l’assunzione anomala del medicinale.
Per un uso sicuro, evita l’impiego in caso di ipersensibilità al diclofenac o FANS legati a reazioni asmatiche pregresse. L’applicazione è controindicata su ferite aperte o mucose, durante l’ultimo trimestre di gravidanza e sotto i quattordici anni. Se noti eruzioni cutanee o fotosensibilità , interrompi subito il trattamento. Poiché un utilizzo prolungato su zone estese può comportare effetti sistemici, si raccomanda di consultare il medico.
Durante l’applicazione possono presentarsi manifestazioni cutanee localizzate, tra cui sensazioni di secchezza o bruciore, lieve prurito o una temporanea fotosensibilità . Circoscrivere l’impiego alle sole aree interessate previene possibili reazioni sistemiche dovute a un uso troppo esteso e prolungato nel tempo. Qualora compaia un’eruzione cutanea, è essenziale interrompere l’uso e consultare il proprio medico per garantirsi sempre un trattamento sicuro e adeguato.
| Classificazione per sistemi e organi | Reazioni avverse e frequenza |
| Infezioni ed infestazioni | Molto raro: eruzione cutanea con pustole |
| Disturbi del sistema immunitario | Molto raro: ipersensibilità (inclusa orticaria), angioedema |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Molto raro: asma |
| Patologie gastrointestinali | Molto raro: disturbi gastrointestinali |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune: dermatite (inclusa dermatite da contatto), eruzione cutanea, eritema, eczema, prurito |
| Non comune: desquamazione, disidratazione della pelle, edema | |
| Raro: dermatite bollosa | |
| Molto raro: reazione di fotosensibilità | |
| Non nota: sensazione di bruciore nella sede di applicazione, secchezza della pelle |
Durante la gravidanza, il gel Diclofenac Teva va impiegato nei primi due trimestri solo se necessario, a dosi minime e per periodi brevi, mentre risulta controindicato nel terzo. Poiché il principio attivo transita nel latte materno in dosi minime, l’allattamento richiede sempre il consulto medico e impone di evitare l’uso sul seno o su ampie aree cutanee. Tali cautele garantiscono un trattamento sicuro per tutelare la salute del feto e del neonato.
Per garantire un utilizzo sicuro ed efficace, Diclofenac Teva BV è formulato per essere applicato esclusivamente sulla cute intatta e priva di ferite ed è necessario evitare accuratamente il contatto con gli occhi, le mucose orali o l’ingestione accidentale. Al fine di preservare il benessere dell’organismo e prevenire potenziali effetti sistemici, è opportuno evitare l’impiego su zone troppo estese per periodi prolungati, ed occorre consultare il medico qualora i fastidi non migliorino entro tre o cinque giorni, o per trattamenti superiori alla settimana. L’applicazione si integra nelle abitudini di recupero e permette l’uso di bendaggi traspiranti, dopo aver lasciato asciugare il gel per qualche minuto, mentre sono da evitare le fasciature occlusive. Risulta fondamentale il parere di uno specialista in presenza di arrossamenti acuti, gonfiore articolare o forte dolore irradiato, così come per i pazienti con asma, rinite allergica o nota ipersensibilità agli antidolorifici, che necessitano di precauzioni specifiche. In caso di eruzione cutanea, il trattamento va immediatamente sospeso. Durante l’impiego è consigliato proteggere la pelle dalla luce solare per prevenire la fotosensibilità e impedire ai bambini di entrare in contatto con le aree cutanee trattate. Infine, la profumazione del preparato contiene alcol benzilico e altri estratti aromatici che potrebbero innescare lievi irritazioni locali o reazioni allergiche nei soggetti sensibili.
Per mantenere intatta l’efficacia terapeutica del gel antidolorifico Diclofenac, è sufficiente conservare il prodotto nel suo comodo tubo originale, studiato per proteggerlo perfettamente dalla luce. Questa formulazione pratica non richiede alcuna condizione particolare di temperatura e rende l’utilizzo quotidiano estremamente semplice. Se richiudi accuratamente il contenitore dopo ogni applicazione, preserverai nel tempo tutta la potenza della sua azione antinfiammatoria.
Posso applicare il gel Diclofenac Teva su ferite aperte o su aree di pelle irritata?
No, il gel Diclofenac Teva deve essere applicato solo su pelle integra e priva di ferite, infiammazioni o infezioni. Non va usato su eczemi, mucose o aree danneggiate.
È possibile utilizzare il gel Diclofenac Teva durante la gravidanza o l’allattamento?
Il gel è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Nei primi due trimestri può essere usato solo se strettamente necessario, a dosi minime e per periodi brevi. In allattamento, va usato solo su consiglio medico e non deve essere applicato sul seno o su ampie aree cutanee.
Quali precauzioni devo seguire se utilizzo bendaggi dopo aver applicato il gel Diclofenac Teva?
Dopo aver applicato il gel, attendi alcuni minuti affinché si asciughi prima di coprire la zona con un bendaggio. È possibile usare solo bendaggi non occlusivi, che lasciano passare l’aria; sono da evitare le fasciature occlusive.