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Detrazione delle spese sanitarie
Come si documentano
Per recuperare parte delle spese cui fa fronte annualmente un nucleo familiare, le norme fiscali permettono al contribuente che le sostiene di chiedere, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, delle riduzioni delle imposte da versare

Le spese sanitarie, di qualunque tipo (medico generiche, specialistiche, chirurgiche, medicinali, analisi, ecc.) danno diritto alla detrazione di imposta del 19% al netto della franchigia di 129,11 euro.

La detrazione del 19% spetta anche per le spese sanitarie sostenute per l'assistenza specifica resa da personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica.

Il contribuente dovrà quindi sommare tutte le spese sostenute e sottrarvi la franchigia: la detrazione spettante sarà pari al 19% dell'importo così ottenuto.

Ovviamente se le spese sostenute nell'anno non superano l'importo della franchigia, non si ha diritto ad alcuna detrazione.

Il contribuente che invece sostiene spese sanitarie relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria per conto di familiari non a carico, può usufruire della detrazione del 19%, sulla parte che non trova capienza nell'imposta dovuta da questi familiari (generalmente percettori di redditi bassi, ma comunque superiori a 2.840,51 euro e che quindi riescono a fruire della detrazione soltanto nei limiti dell'imposta che devono pagare), calcolata però solo su un importo massimo della spesa pari a 6.197,48 euro.

Nel calcolo delle spese mediche su cui spetta la detrazione del 19% potranno essere considerate anche le spese mediche rimborsate dalla compagnia assicuratrice a seguito di polizze stipulate dal contribuente o dal datore di lavoro (i relativi premi di assicurazione infatti non sono detraibili né deducibili da parte del dipendente), nonché la quota di spese rimborsate per effetto di contributi che hanno concorso a formare il reddito.

Nel caso, invece, di rimborsi ricevuti da Enti previdenziali o assistenziali (ad es., i rimborsi della ASL o dei fondi assistenziali aziendali che hanno ricevuto dal contribuente o dal datore di lavoro contributi che non hanno concorso alla formazione del reddito del dipendente) le spese mediche non possono essere ritenute “rimaste a carico del contribuente” e, quindi, non danno diritto alla detrazione. Nel caso in cui le spese sanitarie abbiano superato, nell'anno, il limite di 15.493,71 euro, è possibile ripartire la detrazione in quattro quote annuali di pari importo.

Il superamento del limite deve essere verificato considerando l'ammontare complessivo delle spese sostenute nell'anno, senza togliere la franchigia di 129,11 euro.

La detrazione sulle spese sanitarie spetta anche se sostenute per i familiari a carico, fermo restando il limite complessivo della franchigia di 129,11 euro.

Come si documentano le spese

La documentazione delle spese è costituita dalle fatture, ricevute o quietanze rilasciate al contribuente da chi ha percepito le somme, con indicazione del suo codice fiscale o numero di Partita IVA.

Il contribuente non deve allegare alla dichiarazione alcuna documentazione, che va però conservata in originale per tutto il periodo durante il quale l'Agenzia delle Entrate ha la possibilità di richiederla (e cioè, per la dichiarazione dei redditi 2006 - modello 730 o UNICO persone fisiche - fino a tutto il 31 dicembre 2011).

Quando l'onere è sostenuto per i familiari a carico, la detrazione o la deduzione spetta al contribuente al quale è intestata la ricevuta della spesa. Se il documento è intestato al figlio, le spese devono essere suddivise al 50% tra i due genitori. Nel caso in cui i genitori intendono ripartire la spesa in misura diversa, devono annotare la percentuale di ripartizione sul documento comprovante la spesa.

Ovviamente, se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell'altro, quest'ultimo può sempre considerare l'intera spesa sostenuta.





Fonte: Guida fiscale della famiglia (Agenzia delle Entrate)