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Gli enzimi digestivi
Funzione e utilità
La loro carenza può creare seri problemi di digestione e di assorbimento di vitamine e nutrienti fondamentali per l'organismo, oltre a generare intolleranze alimentari

Molti non sanno che fra cibi crudi e cibi cotti esiste una sostanziale differenza dovuta alla carica enzimatica.

I cibi crudi sono in grado di alleviare il carico del processo digestivo operato dall’organismo in virtù della loro ricchezza enzimatica, con conseguente potenziamento del livello generale di salute.

Gli alimenti che consumiamo oggi però sono assolutamente carenti di enzimi a causa dei metodi di coltivazione su larga scala, dell’impoverimento dei terreni, dei processi di trasformazione e lavorazione degli alimenti, o del semplice procedimento di cottura, che non preserva le proprietà enzimatiche dei cibi.
E' vero che un cibo crudo fornisce solo gli enzimi necessari alla digestione di quel particolare cibo e non è quindi in grado di assicurare extra-enzimi in grado di digerire cibi cotti o trattati, però ogni cibo crudo contiene enzimi adatti a digerire se stesso.

Peraltro molti cibi non possono assolutamente essere consumati crudi, soprattutto per un limite igienico.

Poichè la maggior parte delle persone adotta una dieta con più alte percentuali di cibo cotto rispetto a quello crudo si rende sempre più necessaria l’integrazione con enzimi alimentari di alta qualità.

Cibi cucinati, bevande caffeiniche e alcooliche, riniti e affezioni virali, gravidanze, stress, esercizio fisico estremo e cattive condizioni climatiche comportano un rapido calo di enzimi presenti nellorganismo, inoltre, quotidianamente, il nostro organismo perde enzimi attraverso i normali processi di eliminazione quali la sudorazione, l’urina e le feci.

E’ un fatto inconfutabile che le affezioni croniche si accompagnano sempre ad un tasso enzimatico diminuito, particolarmente a livello di sangue, feci, urine e tessuti.
In tutte le fasi acute di una malattia e a volte anche ai primi stadi di cronicizzazione, si può riscontrare un tasso enzimatico alto, a dimostrare che l’organismo possiede delle riserve che vengono utilizzate più estesamente durante l’attacco della malattia; man mano che la malattia evolve il contenuto enzimatico del corpo si riduce.

La costruzione e la distruzione dei tessuti è la diretta conseguenza dell’attività di enzimi, ciò significa che il metabolismo è sostenuto da attività enzimatiche.
Come conseguenza di ciò, quando il nostro livello di enzimi si abbassa diminuisce anche il nostro tasso metabolico e la nostra energia.

Anche la capacità dell'organismo dipende dall'attività di enzimi e coenzimi direttamente collegati alla attività di vitamine; osservazioni cliniche hanno dimostrato che quando si assumono formulazioni a base di vitamine/minerali miscelate con enzimi occorrono quantitativi più bassi di vitamine e minerali per raggiungere lo stesso risultato all'interno dell'organismo.
Il sistema endocrino e il sistema nervoso cooperano alla soppressione del desiderio di cibo e quindi alla regolazione dell’appetito.
Il cibo crudo, ricco di enzimi alimentari, sostanzialmente elimina lo stress dal sistema endocrino, mentre cibi ad alto contenuto calorico come zucchero ed alimenti lavorati rompono questo delicato equilibrio.
Le ghiandole, quindi, soprastimolano gli organi preposti alla digestione in quanto non trovano quegli enzimi e nutrienti che sono andati persi nella cottura prolungata o nella lavorazione, pur riconoscendo che la quantità di calorie sarebbe sufficiente, ciò significa che la richiesta di cibo aumenta per mantenere un sufficiente grado di forza e vitalità dell’organismo; ma essendo in eccesso porta ad accumulare adipe e peso.

Una delle possibilità per compensare questo problema è consumare più cibi crudi, come frutta e verdure, sostituendo i cibi cotti, in modo da fornire all'organismo cibi con propri enzimi digestivi e ridurre l'affaticamento dell'organismo e la richiesta eccessiva di cibo.